Fratelli (a regola) d’arte

Teatro

Leonardo ed Emma Castellani hanno la stessa vena artistica. Due fratelli, due veronesi trapiantati a Milano per seguire la strada solcata dal proprio talento.

di Erika Prandi

C’È CHI L’ARTE la impara e chi ce l’ha nel sangue. È il caso, quest’ultimo, di Leonardo ed Emma Castellani, fratello e sorella con la stessa passione di base: la danza. Che in Leonardo ha fatto poi da contorno a canto e recitazione, la sua vera vocazione. Tanto da essere stato selezionato, tra oltre mille candidati, per far parte della scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano. Una soddisfazione enorme per il giovane, l’unico proveniente da Verona (da Grezzana per l’esattezza) e il più piccolo di età tra i ventisei studenti del triennio. Ma, nonostante i suoi diciannove anni, Leonardo ha le idee ben chiare: «Per ora voglio concentrarmi su questa straordinaria opportunità e fare bene i tre anni che ho davanti». Tra le ipotesi post maturità vi era anche il corso di laurea in Biotecnologie, qualora non avesse superato le selezioni in nessuna delle tre scuole: oltre a quella del Piccolo, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. La sorella Emma, invece, di quindici anni, è stata ammessa a settembre al sesto corso professionale di danza classica del Centro Studi Coreografici Teatro Carcano di Milano ma già ad ottobre è passata al corso successivo, nonostante la giovane età. Una passione la sua, iniziata con il pattinaggio artistico sul ghiaccio che l’ha portata a intraprendere la strada della danza, attività nella quale ha dimostrato non poche capacità. Grazie all’incoraggiamento del Maestro Leo Doria Picchirallo, a soli dieci anni si è trovata a frequentare per un mese l’Accademia del Teatro Alla Scala di Milano. Poi è arrivata la selezione per il corso al Teatro Carcano che dura in totale otto anni.

COSÌ, DA OTTOBRE  i due fratelli si trovano entrambi a Milano per studiare recitazione e danza in due tra le accademie più prestigiose d’Italia. Per Leonardo la folgorazione è avvenuta a undici anni dopo un periodo passato a praticare il tennis e la danza. L’amore per il musical l’ha portato a iscriversi al Laboratorio Teatrale Granbadò con il quale è riuscito a ritagliarsi parti sempre più importanti fino a quella da protagonista nello spettacolo Notti d’Oriente andato in scena quest’anno. Prima ancora ha preso parte a Grease, Suor Price, Mary Poppins e Oliver Twist facendo fino a quindici repliche all’anno in giro per la provincia. La passione per il mondo del teatro l’ha spinto a prendere parte ai provini per entrare al Piccolo che quest’anno ha riaperto le selezioni per il nuovo triennio. La prima prova consisteva nella recitazione di un dialogo e di un monologo dai quali venivano selezionati i centoventi aspiranti studenti. Leonardo ha portato un pezzo dal Calderon di Pasolini e un altro tratto dal libro Sesso, droga e rock & roll di Bogosian. «L’intento era mostrare due lati di me: un ragazzino di sedici anni intimorito, debole, e una persona molto forte, estremamente sicura di sé». A questa è seguita la seconda prova che prevedeva l’esecuzione di una canzone e di un pezzo ballato. La scelta è caduta su Vecchio frack di Modugno e su una canzone tratta dal musical Singing in the rain. Dopo quest’ulteriore selezione è stata la volta di una quattro giorni di lavoro intenso in cui i ragazzi si sono preparati sui testi di Shakespeare. Da quest’ultima prova sono emersi i migliori ventisei ragazzi (tutti con un’età media di ventitrè anni) della scuola del Piccolo Teatro. Per la mamma Pamela sono «sicuramente due opportunità eccezionali» di cui va estremamente orgogliosa, sebbene rimanga alta l’attenzione verso quello che potrà essere il futuro dei suoi figli, indirizzati verso una carriera “artistica”, gli unici in famiglia ad avere questa vocazione.