Architettura della Memoria. Quale memoria?
Redazione
Di Daniela Cavallo
L’architettura della memoria è afflitta da una irrisolvibile radice problematica: idealmente costruita per rimanere in un tempo lungo segna invece il pensiero del piccolo tempo in cui è stata realizzata. Spesso racconta la memoria dei vinti, si fa messaggio politico, distorce racconti, a volte li parzializza, quasi sempre porta dentro di sé il nucleo irrisolto di una violenza latente.
La memoria è il filo che avvicina il “memoriale” e il “monumento”, la radice della parola attiene al verbo latino “memini” ricordare con la mente, dunque un’azione consapevole, riflessiva, spesso collettiva; così se il monumento impone un ricordo, il memoriale lo propone, il primo tende a glorificare il secondo a fare riflettere.
Il problema è se siamo oggi ancora in grado di riflettere, e quale valore abbia la memoria, perché sembra che, nonostante rappresentazioni evidenti, siamo abbastanza smemorati: neppure l’architettura nelle sue dimensioni a grande scala riesce a “farsi vedere”.
Oggi, i memoriali affrontano sfide complesse legate alla rappresentazione del trauma, alla pluralità delle memorie e alla loro funzione sociale. I memoriali contemporanei non si limitano a commemorare eventi tragici, ma cercano di rappresentare l’“inenarrabile”., l’invisibile, l’indicibile, in un costante confronto con memorie plurali, con l’altro, evitando una memoria rassicurante e riparatrice.
Così, l’architettura diventa un “involucro fisico della memoria”, mettendo in relazione spazio e tempo, luogo e periodo storico, e amplificando le possibilità di approfondimento, scambio e confronto.
Ne hanno parlato Filippo Bricolo con un intervento dal titolo “La memoria come un quasi: Il Memoriale di Kampor di Edvard Ravnikar”, Michela Bassanelli “Il trauma nel linguaggio dell’architettura memoriale. Boico, Dardi, Polesello, tre progetti a confronto per la Risiera di San Sabba.” e Luka Skansi “Archetipo e memoria: Memoriale ai 26 partigiani congelati di Matić Poljana”.
Ha fatto seguito la presentazione di una serie di riflessioni sul progetto del nuovo Museo della Memoria a Custoza, a cura delle studentesse del Polo di Mantova del Politecnico di Milano.
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