Alla scoperta di San Fermo Maggiore in compagnia dell’autrice Erika Prandi

Ferma e imponente si erge fiera sulle rive del fiume Adige indifferente rispetto al tempo che scorre. Stiamo parlando della Chiesa di San Fermo Maggiore, la chiesa francescana nata nel V sec. d.C., il cui soffitto ligneo a carena di nave rovesciata è stato oggetto di recenti interventi di restauro iniziati nel 2004 poi abbandonati e ripresi nel 2016 che si sono poi conclusi nell’estate di quest’anno.

Il soffitto ligneo di San Fermo Maggiore, la cui data di costruzione non è ancora certa, è stato oggetto di lavori di tipo conservativo: da prima si è cercato di consolidare le parti lignee la dove vi erano dei cedimenti, sono state sostituite alcune cantinelle presenti negli intradossi e poi si è operato un lavoro di consolidamento pittorico e di pulitura in particolare rivolto alle 416 tavole, ritraenti i busti di santi e persone importanti dell’epoca, incastonate ai bordi del soffitto.

Dopo la conclusione dei lavori Erika Prandi storica dell’arte, (oltre che collaboratrice di Pantheon da anni), e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia di Belle Arti di Verona e della commissione politiche culturali e pari opportunità della Seconda Circoscrizione, che da anni collabora con il Museo Diocesano d’Arte di San Fermo Maggiore, ha deciso di raccontare l’operazione di restauro all’interno di un volume, intitolato “La nave di San Fermo. Storia e immagini dell’ultimo restauro” le cui 200 copie andate subito esaurite “a testimonianza – come spiega l’autrice – dell’interesse dei veronesi per il proprio patrimonio culturale e artistico”.

Il volume, accompagnato da un ricco corredo fotografico, si compone di tre parti in cui sono raccontati la storia della chiesa, il restauro conservativo condotto sul soffitto ligneo e alcune curiosità legate alla struttura. Il prossimo appuntamento nell’agenda dell’autrice è fissato per il  7 dicembre quando, nella chiesa di San Rocco, verrà presentata l’opera al pubblico.