Al via l’incontro “San Fermo, sulle tracce di Francesco”

Si terrà questa sera alle ore 20.45, nella chiesa superiore di San Fermo Maggiore, l’incontro dal titolo “San Fermo, sulle tracce di Francesco. Il suo passaggio da Verona e l’attualità del pensiero francescano”.

Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Verona, Francesca Briani, interverranno frate Ernesto Dezza, docente di Teologia all’Università Cattolica di Milano e don Maurizio Viviani, parroco della chiesa e direttore del Museo Diocesano. Ospite dell’incontro è Erika Prandi, autrice del libro “La nave di San Fermo. Storia e immagini dall’ultimo restauro” che sarà riproposto al pubblico dopo la presentazione dell’11 novembre.

Prima dell’incontro sarà possibile camminare sull’unica scala di epoca benedettina ancora agibile costruita per collegare le due chiese.

Il punto di ritrovo è il chiostro dal quale si accede alla chiesa inferiore. Da qui si potrà salire al piano superiore mediante la scala intramurale che utilizzavano anche i monaci circa mille anni fa e, dopo di loro, i frati. Al termine della salita si entra in un piccolo locale denominato Spogliatoio dei Chiericiche conserva affreschi sia di epoca benedettina che francescana quando venne chiuso per ricavarne un ambiente isolato. È un luogo solitamente chiuso al pubblico in quanto accessibile solo dalla zona absidale, interdetta alle visite. Al termine, inizierà l’incontro con frate Dezza e don Viviani. L’accesso alla scala sarà consentito solo dalle 20.45 alle 21.00, dopodiché si entrerà in chiesa dal consueto punto di ingresso.

In oltre cinquecento anni di amministrazione, i frati hanno avuto modo di condurre dei lavori di risistemazione dell’edificio, realizzato su due livelli dai monaci benedettini, e di arricchirlo con opere d’arte donate di volta in volta da alcune delle famiglie più agiate della città.

La chiesa di San Fermo nel 1200 era un punto di riferimento molto importante perché era un luogo di culto di due reliquie della cristianità, si trovava in una posizione strategica per i traffici commerciali e le vie di comunicazione verso e dalla città. Annesso alla chiesa vi erano un monastero ed un ospedale, ma anche depositi per lo stoccaggio delle merci che arrivavano via fiume, terreni e varie proprietà. In questo contesto si inserisce la volontà dell’ordine dei Frati Minori di avere un ruolo di primo piano nel tessuto religioso della città così da diffondere la parola del loro fondatore, Francesco.

Frate Ernesto Dezza svilupperà un percorso tematico sulla presenza dei francescani a San Fermo, da Francesco a San Bernardino con qualche accenno alla spiritualità dell’attuale papa. Il percorso inizierà con il possibile passaggio a Verona del fondatore dell’ordine, di ritorno dall’incontro con il Sultano e dalla Terra Santa, proseguirà poi con la figura di Antonio di Padova, che in città compie la sua missione poco prima della morte, e terminerà con Bernardino da Siena, presente a Verona almeno due volte. Per ognuna di queste tappe frate Dezza leggerà anche dei passaggi dagli scritti di Francesco, Antonio e Bernardino individuando alcune tematiche peculiari della predicazione francescana che saranno collegate a vari passi dei discorsi di papa Francesco. Infine, sarà citato il frate poeta veronese Giacomino da Verona che scrisse due poemi sul paradiso e l’inferno.

Don Maurizio Viviani parlerà dei motivi per cui i francescani subentrarono ai benedettini nella gestione della chiesa di San Fermo confrontando le due spiritualità che sfociarono nei diversi stili architettonici delle due chiese. Affronterà, poi, il tema dei miracoli di Sant’Antonio raffigurati nella cappella omonima e nelle tele della sacrestia, rivolgendo poi l’attenzione al simbolo di San Bernardino che è presente sia nel Mausoleo Brenzoni che sulla facciata di un edificio situato di fronte alla chiesa. Infine, dal pulpito marmoreo, leggerà alcuni paragrafi di un noto sermone di Sant’Antonio o del testo “Perfetta Letizia” di San Francesco.

L’evento è organizzato dalla parrocchia di San Fermo Maggiore e gode del patrocinio del Vicariato per la Cultura, l’Università e il Sociale della Diocesi di Verona e del Comune di Verona.