Abbiamo un piano

L’hanno scritto «migliaia di mani in un anno di lotte», quelle del movimento “Non una di meno”. E l’8 marzo lo porteranno nelle piazze di tutta Italia, Verona compresa, in occasione dello sciopero globale delle donne.

Contro la violenza di genere c’è un piano. Anzi, c’è il Piano contro la violenza maschile e la violenza di genere che il movimento “Non una di meno” ha presentato alla Casa internazionale delle donne di Roma lo scorso 21 novembre. Cinquantasette pagine, divise in dodici capitoli, per raccogliere tutte le grandi battaglie dei giorni nostri: la violenza di genere, in primis, ma anche il gap salariale tra uomini e donne, i tagli al welfare che penalizzano soprattutto la popolazione femminile, le difficoltà connesse all’accesso all’interruzione di gravidanza. Il Piano, «scritto da migliaia di mani in un anno di lotte», è stato elaborato nel corso di decine di assemblee svolte nei mesi scorsi in tutta Italia e si basa sul presupposto che «la violenza maschile contro le donne non può essere superata nell’ottica dell’emergenza» perché è un problema strutturale: «Ogni giorno è esercitata sui corpi e sulle vite di milioni di donne». “Non una di meno” è la declinazione italiana del movimento “Ni Una Menos”, nato nel 2015 in Argentina per protestare l’ondata di violenza di genere che stava colpendo il paese.

Da allora la marea nera e fucsia, i colori che caratterizzano il movimento femminista, ha invaso un po’ tutto il globo, trovando le proprie traduzioni in ogni paese: oltre al Miércoles Negro in Argentina e la Women’s March del 21 gennaio 2017 a Washington, un momento importante per il movimento è stata l’iniziativa nata in Polonia nel 2016, quando le donne scesero in piazza per impedire che venisse approvata dal Parlamento una legge che avrebbe reso l’accesso all’interruzione di gravidanza impraticabile. Come hanno spiegato diverse accademiche americane, tra cui Nancy Fraser e Angela Davis, quello proposto da “Non una di meno” è il femminismo del 99%: all’interno del gruppo si fondono anime diverse e complesse e proprio il pluralismo delle voci che compone il movimento è considerato uno dei suoi punti di forza.

L’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, “Non una di meno” si unirà allo sciopero globale delle donne indetto in più di trenta paesi in tutto il mondo: un’intera giornata per ribellarsi contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne che ancora esistono in ogni parte del globo. L’idea è che le donne non lavorino e non facciano acquisti per un giorno intero, per sottolineare il valore del loro lavoro all’interno della società. Anche “Non una di meno” Verona, capitolo veronese del movimento nazionale, scenderà in piazza l’8 marzo: dopo la manifestazione dello scorso anno, momento inaugurale del movimento nella città scaligera, anche nel 2018 è previsto un corteo nel centro città: il ritrovo sarà in Piazza Bra dalle 17.30, si partirà alle 18 e si proseguirà per le vie del centro fino ad arrivare in Piazza Isolo. Non si tratterà solo di una passeggiata per le vie di Verona, però, spiegano le organizzatrici: la giornata sarà l’occasione per proporre una discussione più ampia sui temi legati alla violenza di genere. Il corteo di “Non una di meno” porterà il suo messaggio anche a Veronetta: il quartiere a sinistra dell’Adige è infatti la casa di molti e molte migranti e “Non una di meno” vuole essere anche al loro fianco, per ribadire il legame tra antisessimo e antirazzismo.