Abbiamo toccato le stelle (e vi abbiamo cambiato la vita)

Gino Bartali, Alex Zanardi, Emile Griffith ma anche Yusra Mardini, la giovane che scappò a nuoto dalla guerra: c’è l’epica purissima dello sport, descritta nella rarefazione dolce e commovente che riesce a creare Riccardo Gazzaniga, nel libro “Abbiamo toccato le stelle”. Venerdì, alle 17.30, nella storica sede del Banco Bpm, l’autore genovese racconta 20 atleti “mitologici” che hanno inciso sulla vita di tutti.

«Portiamo la forza e il coraggio di questi sportivi dentro i piccoli gesti quotidiani delle nostre vite. Forse non vinceremo medaglie, ma saremo campioni anche noi»

Il valore del fallimento, la sconfitta che permette le migliori vittorie interiori. Il libro “Abbiamo toccato le stelle” si concentra sulla conquista di un primato morale, dell’arte segreta che è, sempre, saper difendere un ideale nobile, dare un esempio. Riccardo Gazzaniga i suoi protagonisti li ha scelti per il loro coraggio fuori dal campo. Venti racconti che ci mostrano come lo sport possa cambiare il mondo, quando si fa portavoce dei più alti valori umani.

La storia di Yusra Mardini, ragazza che scappò a nuoto dalla guerra; di Gino Bartali, campione che pedalò per salvare centinaia di ebrei; di Emile Griffith, pugile che uccise sul ring e amò gli uomini; di Kathrine Switzer, prima donna a correre una maratona; di Peter Norman, eroe silenzioso tra i due giganti del 1968: queste e tante altre storie raccontate dalla voce forte e dolce, epica e commovente di Riccardo Gazzaniga.

Venerdì, l’autore sarà a Verona, alle 17.30, nella sede del Banco BPM (Palazzo Scarpa, in Piazza Nogara 2, a Verona) per presentare il libro. L’appuntamento è a ingresso libero.

 

 

 

L’AUTORE

Riccardo Gazzaniga autore genovese, ha vinto la XXV edizione del Premio Italo Calvino con A viso coperto. In Abbiamo toccato le stelle (Rizzoli 2018), racconta venti storie di campioni che con le loro scelte coraggiose mostrano come lo sport può cambiare il mondo. Lo sport non è fatto solo di vittorie e di sconfitte. È importante anche come si vince e come si perde. Perché essere un campione significa anche saper difendere un ideale nobile, dare un esempio.