Morto al freddo a Verona, Ceni: «Rammarico profondo, era monitorato dai servizi»
Redazione
Si chiamava Angelo Renon, aveva 72 anni. È lui l’uomo trovato senza vita questa mattina in lungadige San Giorgio, di fronte alla scuola media Valerio Catullo. Risulta che vivesse da anni per strada e che spesso trovasse riparo in un anfratto esterno dell’istituto.
A scoprirlo senza vita sono stati gli agenti della Polizia Locale, impegnati nel servizio di vigilanza scolastica all’inizio delle lezioni. Era noto ai servizi sociali, che lo avevano incontrato solo pochi giorni fa, ma non aveva mai accettato le proposte abitative che gli erano state avanzate.
La notizia ha suscitato cordoglio tra docenti e studenti, che lo conoscevano e gli erano affezionati. Le prime ipotesi suggeriscono che il decesso possa essere stato causato da un malore.
Renon è una figura storica tra i senza dimora scaligeri. Ai Servizi sociali risulta che abbia lavorato come bidello alle Scuole Betteloni. Si vedeva spesso in piazza dei Signori con un libro in mano. Ha vissuto con la madre fino alla sua morte, negli anni 2000 circa. Nel 2003 Renon ha perso la residenza e probabilmente da quel momento ha scelto di vivere in strada.
L’associazione Ronda della Carità ha pensato di «organizzare un momento di raccoglimento aperto a tutti questa sera alle 22.30 davanti alle scuole Catullo. I nostri furgoni sosteranno con noi come ultima tappa prima di rientrare in sede. Invitiamo chiunque abbia piacere a partecipare all’iniziativa».
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Ceni: «Ogni morte solitaria di questo genere è una sconfitta per la società»
«Rattrista pensare di aver tentato tutto il possibile per evitare questa tragedia» si rammarica l’assessora alle Politiche sociali e terzo settore del Comune di Verona Luisa Ceni, esprimendo il dolore dell’intera amministrazione. I servizi sociali avevano tentato costantemente di offrire cure all’uomo, che le avrebbe sempre rifiutate, fanno sapere da Palazzo Barbieri.
«Ogni morte solitaria di questo genere è una sconfitta per la società. Per questo continuiamo a lavorare affinché nessuno sia lasciato solo, offrendo percorsi di inclusione e assistenza a tutte le persone in difficoltà. Renon era noto ai nostri servizi sociali e aveva ricevuto più volte proposte di accoglienza e supporto. Tuttavia, – continua l’assessora Ceni – aveva scelto di vivere all’aperto, rifiutando sistematicamente le soluzioni di ospitalità messe a disposizione».
L’Assessora ribadisce l’impegno del Comune nel contrasto alla marginalità sociale e nella promozione di misure di sostegno per chi vive in condizioni di fragilità. «Il Tavolo sulla grave marginalità è nato proprio per seguire questi casi. Ad esso partecipano Comune, l’Ulss, altri enti e associazioni del terzo settore che assistono i senza fissa dimora, e si riunisce tutti i mesi. Il signor Renon è stato incontrato lo scorso 21 febbraio. Era affabile, non aggressivo e sempre disponibile all’ascolto, tranne che per le proposte di alloggio o accoglienza che rifiutava pervicacemente».
«Sappiamo che aveva anche una sorella, mancata nel 2002, e ora dei nipoti e un altro parente con cui interagiva regolarmente, ma ha sempre rifiutato un alloggio. Inoltre non aveva fraternizzato con la comunità di persone che vive per strada, era un solitario» conclude Ceni.
Il ricordo della Ronda della carità
«Questa notte ci ha lasciato Angelo che Ronda della Carità di Verona incontrava da anni alla tappa di San Giorgio. Persona colta, amante della lettura, aveva scelto gli spazi antistanti le scuole Catullo come propria dimora. Trascorreva le sue giornate in Piazza Dante, in biblioteca o presso la sala d’attesa di Borgo Roma in compagnia di un libro o ascoltando la radio. Tanti sono i cittadini e i volontari che stanno condividendo con noi un suo ricordo».
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