Verona maglia nera per le morti sul lavoro in Veneto: 22 vittime nel 2024

Redazione

| 10/02/2025
Con 22 decessi nel 2024, Verona è la provincia veneta con più vittime sul lavoro. L’Osservatorio Vega evidenzia un’incidenza elevata, sebbene il Veneto resti tra le regioni più sicure d’Italia.

Il 2024 si chiude con un bilancio tragico per le morti sul lavoro in Veneto: 79 vittime, di cui 71 uomini e 8 donne. Un dato che corrisponde a circa sette decessi al mese, a dimostrazione di come il fenomeno continui a rappresentare un’emergenza costante, nonostante il Veneto si confermi tra le regioni più sicure d’Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, l’incidenza di mortalità in regione si attesta a 24,3 morti per milione di occupati, un valore inferiore alla media nazionale di 34,1 e tra i più bassi del Paese.

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La situazione nelle province venete

L’analisi territoriale mostra come alcune province presentino un rischio più elevato rispetto ad altre. Belluno emerge con un’incidenza di 33,4 morti per milione di occupati, seguita da Verona (32,2) e Venezia (29,3), tutte in zona gialla. Le province di Treviso (24,9), Padova (20,6), Vicenza (15,3) e Rovigo (10,4) rientrano invece in zona bianca, ossia le aree con minore incidenza di infortuni mortali.

Per quanto riguarda il numero assoluto di decessi, Verona registra il triste primato con 22 vittime, seguita da Venezia e Padova (16), Treviso (14), Vicenza (6), Belluno (4) e Rovigo (1).

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L’andamento degli infortuni in Veneto

Oltre alle morti sul lavoro, preoccupano anche gli infortuni totali, in leggero aumento rispetto al 2023. Le denunce di infortunio nel 2024 sono state 70.186, contro le 69.643 dell’anno precedente, rappresentando circa il 12% del totale nazionale.

I settori più colpiti dagli infortuni in occasione di lavoro sono:

  • Attività manifatturiere (13.078 denunce)
  • Costruzioni (4.450)
  • Commercio (3.949)
  • Trasporti e magazzinaggio (3.694)
  • Sanità (3.175)

Le province con il maggior numero di denunce di infortunio sono Verona (13.801), Padova (13.204) e Vicenza (13.090).

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Il quadro nazionale: il 2024 peggiore del 2023

A livello nazionale, la situazione appare ancora più drammatica. Nel 2024 le vittime sul lavoro sono state 1.090, con un incremento di 49 decessi rispetto al 2023 (+4,7%). In particolare, i dati mostrano come le Costruzioni si confermino il settore più colpito, con 156 morti in occasione di lavoro, seguite da Trasporti e Magazzinaggio (111), Attività manifatturiere (101) e Commercio (58).

Le categorie più a rischio

Il fenomeno delle morti sul lavoro continua a colpire in modo sproporzionato alcune categorie di lavoratori:

  • Stranieri: su 805 vittime in occasione di lavoro, 176 erano lavoratori stranieri, con un rischio di morte più che doppio rispetto agli italiani (74,2 morti per milione di occupati contro 29,7).
  • Ultrasessantacinquenni: questa fascia d’età registra un’incidenza di 138,3 morti per milione di occupati, seguita dai lavoratori tra 55 e 64 anni (54,5 morti per milione).
  • Donne: nel 2024 sono state 86 le donne vittime di infortuni mortali, di cui 52 in occasione di lavoro e 34 in itinere.

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La mappa del rischio in Italia

L’analisi dell’Osservatorio Vega suddivide le regioni italiane in diverse fasce di rischio:

  • Zona rossa (massimo rischio): Basilicata, Valle d’Aosta, Umbria, Trentino-Alto Adige, Campania, Sardegna e Sicilia.
  • Zona arancione: Molise, Calabria, Emilia-Romagna e Puglia.
  • Zona gialla: Abruzzo, Liguria, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.
  • Zona bianca (rischio più basso): Veneto e Marche.

Nonostante il Veneto si confermi una delle regioni più sicure in Italia, il numero delle vittime resta elevato e impone una riflessione urgente. Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega, è fondamentale agire su più fronti per ridurre il fenomeno: migliorare la formazione dei lavoratori, ridurre il precariato e rafforzare l’organizzazione della sicurezza nelle aziende.

Il 2024 ha dimostrato ancora una volta come la questione della sicurezza sul lavoro rimanga un tema prioritario, su cui istituzioni, imprese e lavoratori devono continuare a investire per evitare nuove tragedie.

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