Verona: i Carabinieri arrestano un 38enne con un “ottimo” documento falso
Redazione
Nella mattinata di ieri, sabato 21 giugno, nel corso di un normale controllo eseguito da una pattuglia della Sezione Radiomobile dei Carabinieri di Verona, un 38enne moldavo, alla richiesta di fornire un documento di riconoscimento, senza alcuna esitazione, ha fornito una carta di identità apparentemente rilasciata dalle autorità della Romania.
L’identificazione, tuttavia, non ha convinto gli operatori i quali hanno preferito accertarne la regolarità con un esame più approfondito. Il documento infatti si è rivelato essere una contraffazione di eccellente fattura, che presentava una serie di irregolarità nel fondo della stampa e nelle personalizzazioni che contraddistinguono tutte le carte di identità.
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Pertanto, il 38enne moldavo è stato accompagnato al Comando Provinciale dei Carabinieri di via Salvo D’Acquisto, dove è stato accertato che si trattava effettivamente di una copia contraffatta. La conferma è stata ottenuta anche grazie alla perizia svolta da personale specializzato dell’ufficio falsi documentali della Polizia Locale di Verona, che ne ha attestato la falsità.
Proprio grazie a questo documento quasi perfettamente contraffatto, l’uomo poteva eludere la normativa sulle persone extracomunitarie. I cittadini dell’Unione Europea, infatti, a cui appartiene la Romania, ma non la Moldavia, hanno diritto a circolare liberamente negli spazi dell’UE e non è necessario ottenere il permesso di soggiorno per permanere nel nostro Paese.
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Informata la Procura della Repubblica di Verona, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato per possesso di documenti di identificazione falsi e trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando Carabinieri di via Salvo D’Acquisto.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, l’uomo è stato condotto innanzi al Giudice del Tribunale scaligero, il quale ha convalidato l’arresto e, a seguito di patteggiamento, lo ha condannato a 11 mesi di reclusione con pena sospesa.
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Si segnala, infine, che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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