Verona, fermato un nuovo “furbetto della patente”
Sono oltre venti i cittadini stranieri che hanno tentato da inizio anno di superare l’esame scritto della patente a Verona grazie a sistemi tecnologici e con la consueta complicità di un suggeritore esterno ai locali della Motorizzazione.
Questa volta è toccato a un cittadino straniero, 29enne, residente in provincia, trovato in possesso di una telecamera inserita in un polsino della camicia, un router con sim e un auricolare. Lo stesso aveva superato l’esame con 29 quesiti esatti su 30.
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Il personale del Laboratorio Analisi Documentale della Polizia Locale è ormai un punto di riferimento per gli ispettori responsabili degli esami, grazie alla stretta collaborazione attuata da oltre tre anni. L’organizzazione criminale che fornisce gli apparati e il supporto, è particolarmente ramificata e ha molti clienti in diverse regioni italiane, e solitamente chi tenta di superare gli esami con sotterfugi agli agenti del LAD dichiara aver pagato tra i 3.000 e i 5.000 euro per avere l'”aiutino”.
«Le sanzioni penali sono ormai palesemente insufficienti a contrastare il fenomeno – dichiara il Comandante Luigi Altamura – che nasconde un vero e proprio mercato illegale, con tariffe che aumentano, a favore di vere e proprie organizzazioni criminali. L’appello al Parlamento lanciato alcuni mesi fa perché venisse approvata una norma che prevedesse sanzioni penali molto più severe, non è stato ancora accolto, speriamo possa essere inserito nel disegno di legge che sarà in discussione nelle prossime settimane al Senato, per rispondere a un fenomeno che non conosce diminuzione e che soprattutto mette a repentaglio la sicurezza stradale, con centinaia di conducenti che non hanno mai frequentato un corso di preparazione agli esami per il conseguimento della patente e che non conoscono alcuna norma del codice della strada».
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