Truffa del “falso carabiniere”: 22enne colpiva in tutta Italia, arresto partito da Verona

Redazione

| 29/04/2025
Operazione dei Carabinieri di Verona porta all’arresto di un giovane truffatore seriale: 24 episodi contestati tra Genova, Milano, Roma e altre città.

Ben 24 episodi di truffa, tra consumati e tentati, in diverse città italiane: Genova, Milano, Firenze, Verona, Bologna, Roma, Cremona e Benevento. La truffa, per cui gli inquirenti sono arrivati al 22enne arrestato, è sempre quella nota del “falso carabiniere“.

La Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Verona, con il supporto dei colleghi della Stazione Carabinieri di Frattamaggiore (NA), ha eseguito infatti un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 22enne italiano, già noto alle forze dell’ordine.

La misura cautelare è il risultato di una lunga e complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona.

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Particolarmente odiosa la modalità con cui venivano selezionate le vittime: anziani, raggirati con il classico schema del finto carabiniere. I criminali, contattando telefonicamente le vittime, raccontavano di un presunto incidente causato da un loro parente stretto e chiedevano denaro o gioielli per evitare guai giudiziari. A truffa avvenuta, un complice si presentava a casa delle vittime per incassare i beni.

Le indagini sono partite il 25 gennaio 2024 da un arresto in flagranza a Verona. Gli investigatori, utilizzando tecniche d’indagine tradizionali e moderne, sono riusciti a ricostruire i movimenti dell’indagato: incrociando i dati dei telefonini trovati in suo possesso con le denunce delle vittime, e analizzando centinaia di ore di registrazioni di telecamere di sicurezza.

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Nonostante gli accorgimenti utilizzati — come l’uso di telefoni dedicati con schede intestate a soggetti fittizi, l’adozione di mezzi pubblici per gli spostamenti, e il travisamento parziale del volto con cappelli, occhiali da sole e sciarpe — i Carabinieri sono riusciti a ricostruire l’intero tragitto di alcuni colpi, come avvenuto in Liguria, dove è stato documentato un percorso di 300 km da Genova a Sanremo e ritorno.

Un dettaglio agghiacciante emerso dalle investigazioni riguarda il comportamento interno della banda: una volta ottenuti i soldi o i gioielli, l’esecutore doveva inviare subito una foto della refurtiva al gruppo, per verificare che quanto rubato corrispondesse alle attese. Queste immagini venivano poi immediatamente cancellate per evitare prove compromettenti.

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In alcuni casi, il gruppo criminale non esitava a sottrarre alle vittime anche le fedi nuziali, aggravando il danno emotivo oltre che economico. Inoltre, venivano richiesti bancomat e PIN per prelevare ulteriori somme di denaro, spingendo l’avidità dei malviventi oltre ogni limite.

Non meno astuti i metodi adottati quando le vittime tentennavano: veniva suggerito loro di recarsi alla più vicina caserma dei Carabinieri dopo l’incontro, per aumentare la credibilità della truffa e rassicurarle. Un inganno ben studiato che, purtroppo, ha mietuto numerose vittime.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Verona ricorda a tutti l’importanza della prevenzione e della prudenza, specialmente per le persone più anziane: i Carabinieri non chiedono mai denaro o gioielli, né personalmente né telefonicamente.

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Si segnala che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

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