Si risveglia in ambulanza e dà in escandescenze: paura al pronto soccorso di Borgo Trento

Redazione

| 22/09/2025
Ieri, un uomo in stato di incoscienza, risvegliatosi in ambulanza, ha creato scompiglio al pronto soccorso di Borgo Trento. La UIL FPL denuncia l'escalation di aggressioni in sanità e chiede misure concrete per garantire la sicurezza degli operatori, come presìdi di polizia fissi e maggiore protezione.

Ieri sera al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento, a Verona, si è quasi sfiorata una tragedia. Un uomo, soccorso dalla Croce Verde in stato di incoscienza, si è improvvisamente risvegliato in
ambulanza
e, una volta giunto all’ingresso, ha dato in escandescenze. Fortunatamente, la prontezza e il coraggio del Ranger in servizio hanno evitato che l’uomo, in evidente stato di agitazione, riuscisse a entrare e mettere a rischio l’incolumità di operatori e pazienti.

LEGGI LE ULTIME NEWS

«Ancora una volta – dichiara il Segretario Generale UIL FPL Veneto, Stefano Gottardi – ci troviamo di fronte a un atto di violenza che mette a repentaglio la sicurezza di chi lavora in sanità. È inaccettabile che medici, infermieri e operatori sociosanitari debbano svolgere la loro attività sotto la minaccia continua di
aggressioni fisiche e verbali. Questo non è più un episodio isolato, ma un fenomeno strutturale che nel solo Veneto conta migliaia di casi all’anno».

Troppe aggressioni, tuttavia, restano invisibili. «Molti operatori – aggiunge Gottardi – non denunciano per paura di ritorsioni o, peggio, perché hanno finito per considerare insulti e minacce come parte del lavoro. È un dato allarmante, perché nessuno deve abituarsi alla violenza».

LEGGI ANCHE: Maltempo sul Veronese: criticità per la viabilità in Lessinia

Dal punto di vista normativo, negli ultimi anni non sono mancati interventi legislativi: dalla legge 113/2020 alla 56/2023, fino alla più recente 171/2024 che ha previsto la possibilità di arresto in flagranza differita per aggressioni contro operatori sanitari.

«Ma tutto questo – sottolinea Gottardi – non è sufficiente. Servono misure concrete: presìdi fissi di polizia negli ospedali, strumenti efficaci di prevenzione, più formazione e, soprattutto, rispetto per chi esercita una professione fondamentale. Non possiamo più accettare che gli operatori diventino lo sfogo della rabbia dei cittadini di fronte a un sistema sanitario che spesso non riesce a dare risposte adeguate, come dimostrano le interminabili liste d’attesa».

LEGGI ANCHE: Riqualificazione piazzetta Bra’ Molinari, promossa o bocciata?

Negli ultimi giorni è stato installato un nuovo sistema di allarme a tutela del personale. «Apprezziamo –
evidenzia Gottardi – lo sforzo dell’Azienda per rafforzare la sicurezza. Abbiamo letto critiche ancora prima
che il sistema venisse testato, ma crediamo che solo i fatti potranno dimostrare la sua efficacia. Tuttavia,
per noi resta imprescindibile la presenza di presìdi di polizia fissi, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, nei pronto
soccorso: è l’unica vera garanzia di tutela immediata per chi lavora e per i cittadini».

Aoui Verona - aggressioni ospedale - dispositivo
Il sistema indossabile anti aggressione

La UIL FPL rilancia così la campagna “Zero morti sul lavoro”, che va oltre le tragedie nei cantieri o nelle
fabbriche e tocca direttamente la sanità e i servizi pubblici essenziali. «Il messaggio del Presidente
Mattarella – conclude Gottardi – che ricorda come “il lavoro debba essere equo e sicuro”, deve diventare
realtà quotidiana. Sicurezza significa anche protezione dalla violenza. Lo Stato non può più restare a
guardare: servono risposte immediate e concrete».

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!