Sgomberata l’ex scuola di via Villa a Quinzano
Redazione
Agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale di Verona questa mattina, 30 gennaio 2026, hanno collaborato allo sgombero della scuola abbandonata di via Villa a Quinzano, uno stabile più volte al centro di polemiche e discussioni in quanto utilizzato come ricovero da persone senza fissa dimora.
«Tutte le persone che vi avevano trovato rifugio nei giorni più freddi dell’anno ora si trovano per strada» denuncia il Laboratorio Autogestito Paratodos, il gruppo di attivisti che da tempo si occupa di questa situazione e di altre che hanno fatto molto parlare in passato a Verona come il “Ghibellin fuggiasco” di corso Venezia.
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«Sgomberare con il freddo, e sapendo già di non avere sufficienti soluzioni alternative da proporre, è un atto premeditato di pura violenza politica. Violenza esercitata nei confronti di chi è già costretto ai margini, privato di diritti e sfruttato come un attrezzo da lavoro» è l’accusa del Paratodos, che insieme al Circolo Pink punta il dito contro l’Amministrazione Tommasi perché «per 4 anni non si è assunta concretamente la responsabilità della tutela di queste persone».
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Sulla stessa lunghezza d’onda anche la consigliera comunale Jessica Cugini (In Comune per Verona-Sinistra Italiana), che pur facendo parte della maggioranza a Palazzo Barbieri in varie occasioni ha espresso posizioni dissonanti: «Sgomberare senza proporre un’alternativa, senza che vi sia una presa in carico da parte dei servizi sociali, non è pensabile. Significa solo spostare persone, esponendole maggiormente a una condizione di fragilità; vuol dire privare chi è senza dimora di un luogo/riparo che spesso, per chi è per strada, è quel luogo capace di salvare la vita».
«Una politica dello sgombero non è politica, perché non prende in carico quelle realtà della polis che più necessitano di un suo intervento, le realtà in cui abitano tutte quelle marginalità che dalla politica attendono risposte reali e lungimiranti, non condanne e allontanamenti. La povertà non è una colpa, ma l’espressione di un sistema economico malato che deve trovare in chi governa quella risposta costituzionale di rimozione delle diseguaglianze» continua Cugini. «Per questo chiediamo che si trovi una soluzione per le persone che sono state sgomberate, che si attivi un tavolo politico di concertazione capace di attivare risposte».
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