Sette anni senza Lorenzo: Garda si ferma ancora per ricordare Casini
di Matteo Scolari
Sette anni dopo, il tempo non ha spento il dolore né le domande. Questa mattina in redazione ha chiamato Elisabetta, la madre di Lorenzo Casini, il giovane di 22 anni, cameriere e soccorritore volontario, trovato morto il 3 gennaio 2019 nella sua abitazione di Albarè di Costermano. Domani, 3 gennaio 2026, la comunità si ritroverà a Garda per ricordarlo con una doppia cerimonia.

Alle 16.30 è previsto un ritrovo al cimitero di Garda, dove Lorenzo è sepolto. Alle 18.00, nella Chiesa di Santa Maria Assunta, sarà celebrata una Messa in suffragio. Un momento di raccoglimento, ma anche di vicinanza a una famiglia che da anni chiede verità e giustizia.
Le parole della madre
Elisabetta affida il suo ricordo a parole cariche di amore e struggimento: «Lorenzo, mio figlio adorato, ti ricordo ogni giorno con amore e nostalgia. La tua presenza è sempre con me, nel mio cuore e nella mia vita. Il tuo sorriso è impresso nella mia mente. La tua vita è stata un dono prezioso».

Una morte che non ha mai convinto
Lorenzo Casini fu trovato impiccato con un guinzaglio alla scala a chiocciola della sua abitazione. Il caso venne archiviato in meno di due settimane come suicidio, senza autopsia né indagini approfondite. Una conclusione che la madre ha sempre contestato, definendola incompatibile con la personalità del figlio, descritto come un “vulcano di energia”, lontano da qualsiasi forma di depressione. Negli anni Elisabetta non si è mai fermata. Ha presentato esposti, denunce e opposizioni, arrivando a far riaprire più volte l’inchiesta.

Nuove prove e svolte giudiziarie
Nel 2023 emergono elementi che cambiano il quadro: DNA maschile non appartenente a Lorenzo rinvenuto sul guinzaglio; manomissione delle videocamere interne dell’abitazione avvenuta il giorno successivo al sequestro.
Sulla base di questi elementi, il Gip di Trento prima e poi la Procura di Verona hanno riaperto il fascicolo ipotizzando omicidio volontario, con la possibile presenza di terzi sulla scena. Anche le analisi tecniche hanno sollevato dubbi sulla compatibilità fisica del gesto suicidario.
Nell’ottobre 2025, Elisabetta si è opposta a una nuova richiesta di archiviazione. Il suo legale, l’avvocato Adamo, ha annunciato ulteriori reclami. Una nuova udienza è fissata a Verona per il 25 febbraio.
Il ricordo e la battaglia
In questi sette anni, la comunità di Garda ha continuato a stringersi attorno alla famiglia Casini, partecipando alle commemorazioni annuali. Non sono mancati momenti difficili, come atti vandalici sulla tomba, denunciati dalla madre.
Domani, tra le fiaccole e il silenzio del lago d’inverno, Garda ricorderà Lorenzo. Un ricordo che non è solo memoria, ma anche richiesta di verità, perché – come ripete Elisabetta – «finché non ci sarà chiarezza, mio figlio non potrà avere pace».
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