Scoperto a Verona un laboratorio abusivo di taser e tirapugni: denunciati tre minorenni

Redazione

| 17/06/2025
La Polizia Locale ha smantellato un laboratorio artigianale che produceva e vendeva taser e tirapugni in fibra di carbonio con stampanti 3D. Zivelonghi: «Episodi come questo ci devono interrogare tutti riguardo la vigilanza e la vicinanza ai nostri figli».

Nei giorni scorsi, da un normale controllo del territorio nella zona del centro storico, la Polizia Locale di Verona ha scoperto, uno dei primi casi in Italia, un laboratorio abusivo artigianale che costruiva taser elettrici e tirapugni, in fibra di carbonio, prodotti con stampante 3D, immettendoli poi in un mercato illegale fatto di giovani e giovanissimi.

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Le pattuglie del Reparto Territoriale della Polizia Locale hanno dapprima identificato due minorenni, trovati rispettivamente in possesso di un taser elettrico modello “warning arc”, anche con funzione di intimidazione senza sparo, che mostra un arco elettrico visibile e udibile per far desistere l’aggressore, mentre il secondo fermato aveva invece con sé un tirapugni.

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Dalle prime attività svolte dagli agenti, è emerso come queste armi improprie per le attuali norme, fossero state costruite con una stampante 3D in fibra di carbonio. Da una successiva perquisizione a casa di un altro minorenne sono stati individuati altri taser e tirapugni appena stampati e pronti per essere immessi in questo nuovo mercato, sequestrando altri tre taser e quattro tirapugni. Quest’ultimo giovane è stato denunciato per detenzione abusiva di armi mentre i due identificati tra le vie del centro storico del capoluogo scaligero sono stati segnalati alla Procura per i Minorenni di Venezia perché senza motivo portavano armi o oggetti che, per le loro caratteristiche, potevano essere usati per offendere, anche se non sono armi proprie.

La Polizia Locale ha recuperato altri taser e tirapugni a casa di acquirenti, individuati attraverso ulteriori accertamenti, e rappresenta a chiunque abbia comperato tali armi improprie che il semplice porto fuori dall’abitazione ha come conseguenze denunce penali.

Le risultanze delle attività eseguite e degli elementi probatori acquisiti saranno vagliate dal Giudice preposto precisando che, per il principio d’innocenza che vige nel nostro ordinamento, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

«Un plauso alla Polizia locale per la professionalità dimostrata nella gestione della vicenda emersa a seguito di un ordinario controllo del territorio – afferma l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi -. La presenza anche nella nostra città di un mercato di armi improprie prodotte e acquistate da minorenni ci interroga tutti, in primis come genitori, riguardo la vigilanza e la vicinanza ai nostri figli. Cosa veramente sappiamo di loro? Quanto sappiamo cogliere dai segnali che ci lanciano? Quanto i nostri giovani sono consapevoli delle conseguenze delle loro azioni? Fare squadra tra istituzioni e società civile, scuola, realtà sportive ed educative in genere, è quanto mai necessario e urgente».

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