Scontri Pisa-Hellas Verona: trasferte vietate ai tifosi per tre mesi

Redazione

| 23/10/2025
Il ministro Piantedosi dispone il divieto di trasferte per tre mesi dopo gli scontri tra ultras pisani e veronesi. Provvedimenti anche per i tifosi del Sebastiani Rieti.

Stop alle trasferte per i tifosi del Pisa e del Verona per i prossimi 3 mesi. La decisione, riportata dal sito del quotidiano La Nazione, è stata presa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo il confronto e la relazione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

Il provvedimento arriva in seguito agli scontri tra ultras pisani e veronesi avvenuti il 18 ottobre a Pisa, prima della partita contro l’Hellas Verona. La misura, riferisce il quotidiano, entrerà in vigore dal 24 ottobre, in occasione della trasferta del Pisa a San Siro per la gara contro il Milan.

Dal Viminale sono attesi ulteriori provvedimenti dopo l’assalto al pullman da parte di un gruppo di tifosi reatini, seguito all’incontro di basket tra Real Sebastiani Rieti e Pistoia Basket 2000, nel quale ha perso la vita l’autista Raffaele Marianella.

Secondo quanto si apprende, l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms) si sono riuniti, come di consueto, per valutare le misure da adottare per le prossime gare delle varie competizioni. Sono state quindi definite una serie di prescrizioni, inviate all’attenzione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per la firma.

«L’auspicio è che la morte di Raffaele Marianella e le decisioni sulle chiusure delle trasferte possano servire da elemento di riflessione e responsabilizzazione. Il mio pensiero va alla famiglia di Raffaele e alle persone per bene che non possono essere accomunate a una responsabilità collettiva» ha spiegato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a margine del premio “Colalucci”.

«Che questo tempo di riflessione – è l’auspicio del ministro – e anche di qualche limitazione, serva a comprendere quale dovrà essere il modello futuro, nel quale ognuno risponda del proprio comportamento e chi vuole assistere a un evento sportivo in pace non veda limitata la propria libertà solo perché la società, e non lo sport, ha qualche delinquente che passa da teppista ad assassino – ha proseguito Abodi –. Bisogna mantenere la sensibilità nei confronti dei tifosi di tutte le età, che hanno diritto di vivere una trasferta in sicurezza».

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