Roma saluta Pippo Baudo: l’omaggio commosso di Katia Ricciarelli
di Matteo Scolari
Un’atmosfera di grande emozione ha accompagnato oggi l’apertura della camera ardente di Pippo Baudo, allestita al Teatro delle Vittorie di Roma, luogo simbolo della sua lunga carriera televisiva.
Tra i primi ad arrivare, Mara Venier e Katia Ricciarelli, che hanno fatto il loro ingresso sottobraccio, accogliendo con un abbraccio il direttore generale della Rai Roberto Sergio. Le due amiche e colleghe si sono poi sedute nello spazio riservato alla famiglia, stringendosi alla figlia e all’assistente storico del conduttore.
L’ex moglie, Ricciarelli, residente da anni sul Lago di Garda, sposò Baudo nel 1986, per poi separarsi nel 2004. Ieri dell’ex coniuge aveva detto: «Sono molto scossa da questa notizia. Non ci vedevamo più ma non si possono dimenticare 18 anni insieme. Non credevo fosse vero, visto che tante volte sono girate voci false sulla sua morte. Indipendentemente da quello che c’è stato fra noi e come è andata a finire, noi ci siamo sposati per amore. E io ho sempre detto che Pippo è stato il numero 1, una persona straordinaria dal punto di vista professionale».

Il feretro, collocato davanti a un sipario rosso e circondato da rose, è vegliato da un picchetto di carabinieri in alta uniforme. Attorno, le corone di fiori del Presidente della Repubblica, del presidente della Camera, del sindaco di Roma e della Rai. Sullo schermo scorrono le immagini più celebri della carriera di Baudo, proiettate anche all’ingresso del teatro.
Tantissime le presenze istituzionali e del mondo dello spettacolo che hanno voluto rendere omaggio al conduttore.
Sempre ieri Katia Ricciarelli aveva voluto sottolineare una cosa su Rainews24: «In molti avrebbero dovuto rispettarlo di più, non aveva attorno a lui persone giuste, è stato attorniato da persone che volevano tenerlo all’oscuro di tante cose. Per me è molto importante questa cosa, non sono più una bambina, quando ho perso mia mamma mi sono sentita sola, ora con la morte di lui mi sembra proprio… Basta”.
Ricciarelli ha ricordato anche che «negli ultimi anni non siamo stati in contatto, ma non è importante, quando ci siamo rivisti all’Arena di Verona ci siamo abbracciati e non c’era bisogno di parlare, era come se ci fossimo incontrati il giorno prima, perché anche con un amico non occorre vedersi tutti i giorni».
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