Restano in carcere gli indagati per l’omicidio di Khadija
Agim Ajdinaj, convivente della vittima e Lisand Ruzhdija, nipote dell’uomo, sono in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo che dovrebbe arrivare tra oggi e domani. Nel frattempo è stata controllata ed esaminata la casa in zona stadio.
Attesa in queste ore l’udienza di convalida da parte del gip per i due cittadini albanesi fermati e indagati per la morte di Khadija Bencheickh, la donna marocchina trovata col cadavere a pezzi nei campi di Corte Gardoni a Valeggio sul Mincio.
Nella serata del 5 gennaio scorso i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verona e della Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda, avevano notificato il decreto di fermo di indiziato emesso dal pm nei confronti di Agim Ajdinaj, 51 anni, di nazionalità albanese, residente in Verona e convivente della vittima e di Lisand Ruzhdija, anch’egli di nazionalità albanese, di anni 27, residente in Verona, nipote di Ajdinaj. Entrambi si trovano in stato di fermo presso la casa circondariale di Montorio.
Nel frattempo il magistrato ha messo sotto sequestro l’appartamento dell’uomo, in quartiere Stadio, dove nelle scorse ore sono stati eseguiti rilievi col Luminol all’interno dell’abitazione e in garage.

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