Premio Verona Network alla PA, Legambiente solleva critiche: «Scelta distante dalla realtà»

di Matteo Scolari

| 23/07/2025
Il circolo Medio Adige contesta il riconoscimento assegnato ai Comuni di San Giovanni Lupatoto e Zevio per il dialogo con le comunità locali, sottolineando le criticità ambientali legate al nuovo polo logistico.

Lo scorso 17 luglio, i Comuni di San Giovanni Lupatoto e Zevio sono stati premiati sul palco del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova con il Premio Verona Network per la Pubblica Amministrazione, in riconoscimento della loro “esemplare capacità di dialogo a beneficio delle rispettive comunità”. Il riconoscimento è legato all’accordo stragiudiziale raggiunto dai sindaci Attilio Gastaldello e Paola Conti, che ha permesso di evitare un confronto davanti al Consiglio di Stato sulla vicenda del Polo logistico di Campagnola di Zevio.

Da sinistra: Sartori, Gastaldello, Conti e Bottacini
La stretta di mano che ha sancito l’accordo. Da sinistra: Sartori, Gastaldello, Conti e Bottacini

In un comunicato diffuso nelle scorse ore, il Circolo Legambiente Medio Adige APS esprime “forte dissenso” rispetto alla motivazione del premio, definendola “profondamente distante dalla realtà dei fatti verificatisi negli ultimi tre anni”. Secondo l’associazione ambientalista, il riconoscimento rischia di “minimizzare il mancato ascolto delle richieste della comunità, le criticità e le contraddizioni che hanno caratterizzato il percorso amministrativo e decisionale in materia di tutela ambientale e pianificazione territoriale”.

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Nonostante l’Associazione Verona Network, organizzatrice dell’evento di Bosco Chiesanuova, abbia ribadito all’associazione ambientalista di non entrare nel merito dell’intervento, ma di voler premiare esclusivamente dell’atteggiamento di collaborazione e confronto tra i due sindaci che hanno rinunciato a un secondo grado di giudizio, con la nota stampa Legambiente punta il dito proprio sulla realizzazione del complesso logistico di circa 17 campi da calcio in un’area verde di risorgive, ritenuta “ricca di biodiversità” e quindi fragile. «La costruzione di questa grande struttura, invece di puntare sul riutilizzo di edifici abbandonati, rappresenta un’ulteriore perdita di suolo e di biodiversità», afferma il Circolo, evidenziando anche i rischi derivanti dall’aumento del traffico veicolare, che potrebbe aggravare la situazione già critica sulla Transpolesana e peggiorare la qualità dell’aria, del clima e della vita dei cittadini residenti nelle frazioni di Campagnola, Pozzo e Raldon.

Nel mirino anche le dichiarazioni dei sindaci Gastaldello e Conti, che al termine della premiazione avevano definito il progetto come una “opportunità importante per il potenziamento di infrastrutture e la promozione della sostenibilità”. Per Legambiente queste parole appaiono “più una strategia di compensazione economica che un reale intervento di mitigazione degli impatti ambientali”.

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I due sindaci premiati a Bosco Chiesanuova.

L’associazione sottolinea inoltre come “le promesse di creazione di posti di lavoro e di interventi infrastrutturali, quali un nuovo sottopasso e una zona a traffico limitato (ZTL), risultino attualmente prive di sufficienti dettagli e di un parere ufficiale da parte di ANAS”, sollevando così dubbi sulla reale utilità e sostenibilità delle opere annunciate. Anche la previsione di un parco fotovoltaico viene giudicata “non sufficiente per contrastare l’inquinamento derivante dai circa 1.200 mezzi che quotidianamente transiteranno nell’area”.

Infine, Legambiente ricorda il parere negativo di ARPAV (Protocollo n. 2022-0015351 del 18/02/2022) sul progetto, in merito a consumo di suolo, traffico e inquinamento atmosferico, e si interroga su come sia stato possibile che il dialogo tra le amministrazioni abbia portato al ritiro del ricorso al TAR Veneto, nonostante le criticità di natura amministrativa, procedurale e ambientale evidenziate anche da evidenze scientifiche e normative.

«Gli articoli 9 e 41 della Costituzione ci ricordano che lo sviluppo deve essere equilibrato: da un lato la tutela del patrimonio culturale e naturale, dall’altro la responsabilità sociale ed etica nell’attività economica. Solo così possiamo costruire un Paese più giusto, sostenibile e ricco di valori», conclude la nota.

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