“Olimpiadi no grazie”: a Verona il corteo nel giorno della cerimonia

Redazione

| 22/02/2026
Circa 3-400 attivisti di associazioni e collettivi hanno sfilato oggi pomeriggio per le vie di Verona. Protesta contro l’impatto economico e ambientale dei Giochi, ma attenzione anche su Palestina e Israele.

Giornata intensa, quella di oggi, domenica 22 febbraio, per Verona. Oltre alla Cerimonia di Chiusura di Milano Cortina 2026 in Arena, come annunciato si è tenuta la mobilitazione di chi si oppone al grande evento.

Circa 3-400 attivisti hanno partecipato alla manifestazione promossa dalla rete “Olimpiadi No Grazie Verona”, che raccoglie numerose sigle locali dell’associazionismo, della politica e dei movimenti sociali (Collettivo Tamr, Circolo Pink LGBTE Verona, Rete Verona Rainbow, Verona per la Palestina, Laboratorio Autogestito Paratod@s, Palestra Popolare Jacovacci, Sanitari per Gaza, FGC, Sinistra Italiana, UGS, Potere al Popolo e Rifondazione comunista).

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Il corteo è partito da Porta Palio. Da lì, i manifestanti si sono mossi lungo circonvallazione Oriani, via della Valverde (video e foto si riferiscono a questo punto), poi via Marconi, regaste San Zeno, piazza Corrubbio e via Pontida. L’arrivo della marcia, dopo aver attraversato ponte Risorgimento, è previsto in piazza Sacco e Vanzetti, all’Arsenale.

Le motivazioni della protesta, spiegano gli organizzatori, vertono su quelle che definiscono le «profonde contraddizioni» dell’evento. La rete denuncia l’impatto economico e ambientale delle Olimpiadi, i cui costi avrebbero superato i 7 miliardi di euro smentendo l’ipotesi di un progetto a «impatto zero». Critiche vengono mosse anche ai partner finanziari (citati esplicitamente Eni e Leonardo) e alla scelta di consentire la partecipazione degli atleti di Israele. Infine, i promotori contestano le ripercussioni sulla città, tra l’imposizione di quelle che vengono chiamate «zone rosse militarizzate» e la carenza di dialogo con le realtà del territorio.

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Critiche

«Da una parte chi lavora per raggiungere obiettivi e per portare eventi e visibilità a Verona, dall’altra gli annoiati professionisti del no. Mi sono confrontato in questi giorni con alcuni operatori della ristorazione e delle strutture ricettive, c’è soddisfazione per i flussi turistici portati dall’evento». Così Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega ed europarlamentare, commenta la protesta “Olimpiadi no grazie”.

«Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 rappresentano un’occasione di crescita: investimenti, lavoro, infrastrutture e visibilità internazionale. I Giochi hanno portato benefici reali ai territori e continueranno a farlo. Chi scende in piazza va rispettato, ma stavolta si sbaglia di grosso» aggiunge Borchia.

Le modifiche alla viabilità e i divieti di sosta

In vista della manifestazione, il Comune di Verona, su richiesta della Questura, ha adottato un’ordinanza per disciplinare la viabilità nelle aree interessate dal passaggio dei manifestanti.

Dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di domenica (e comunque fino al termine delle esigenze legate all’evento) è istituito il divieto di sosta con rimozione nelle seguenti vie:

  • via della Valverde (su entrambi i lati, nel tratto compreso tra i civici 2 e 22),
  • vicolo Santa Caterina,
  • via Marconi (lato civici dispari, tra il civico 19 e l’intersezione con via Scalzi),
  • vicolo Caserma Chiodo.

L’amministrazione precisa inoltre che non sono previste chiusure al traffico, deviazioni o modifiche ai sensi di marcia, se non per il tempo strettamente necessario al passaggio del corteo secondo le indicazioni delle Forze di Polizia.

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