Anche a Verona migliaia in strada per la Palestina
Redazione
È partito intorno alle 9 di questa mattina, 3 ottobre, il corteo che dalla Stazione Porta Nuova ha imboccato corso Porta Nuova e stradone San Fermo fino a piazza dei Signori nell’ambito della manifestazione e dello sciopero proclamato dalla Cgil e dai sindacati di base «in difesa della Global Sumud Flotilla e della popolazione palestinese».
Alcune migliaia – circa 8-10 – le cittadine e i cittadini scaligeri che hanno risposto al grido lanciato, riempiendo le strade di Verona per manifestare la contrarietà alla violenza in atto in Palestina e la solidarietà alla Global Sumud Flotilla, fermata dalle forze israeliane in violazione del diritto internazionale.
Presenti in piazza studenti, famiglie, lavoratori e pensionati, oltre vari esponenti di associazioni e istituzioni.
Guarda il servizio dalla manifestazione
Nel servizio le voci di Francesca Tornieri, segretaria generale Cgil Verona, e di alcuni manifestanti.
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«C’è chi nel nostro governo ha provato a fermare e criticare questo sciopero, chi nel nostro governo ha provato a impedire la buona riuscita di queste manifestazioni» dichiara Viola Carollo, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto. «Non ci sono riusciti: in ogni provincia del Veneto abbiamo manifestato, abbiamo bloccato, siamo stati marea. Il messaggio che è passato oggi è chiaro: la cittadinanza sta dalla parte dell’umanità, dalla parte della pace, dalla parte della Flotilla».
Sostegno e partecipazione dall’amministrazione comunale di Verona
Tra i partecipanti, in rappresentanza dell’Amministrazione, l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, l’assessore all’Ambiente e alla mobilità, Tommaso Ferrari, l’assessore al Bilancio Michele Bertucco e l’assessore ai Diritti umani, Jacopo Buffolo che sottolinea come «si parli spesso di astensionismo, ma in realtà la società civile sta dimostrando di essere sensibile a tutti i temi davvero importanti. Anzi, la società civile si sta mostrando più avanti dei governi. Lo abbiamo visto con la Global Sumud Flotilla, intercettata illegalmente da Israele in acque internazionali. Lo vediamo ogni giorno con la grande mobilitazione di studenti e studentesse, sindacati e lavoratori e lavoratrici».
«Come Comune di Verona, lo scorso giugno, abbiamo approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Ed è anche per questo che molti amministratori oggi sono qui, al fianco dei manifestanti, per chiedere il cessate il fuoco immediato, la fine del genocidio e l’avvio di un vero processo di pace. Un processo che riconosca e valorizzi il popolo palestinese, che ha dignità e il diritto di autogovernarsi secondo le proprie scelte» ha aggiunto Buffolo.
«Verona ha dimostrato come sia possibile manifestare esprimendo con fermezza il pensiero di una comunità senza che ci siano disordini» ha rimarcato l’assessora Zivelonghi.
In occasione della partenza della flotilla, il sindaco Damiano Tommasi aveva inviato una nota ufficiale alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, invitandola a supportare e a vigilare sullo svolgimento delle operazioni, in modo che si raggiunga l’obiettivo e che i volontari coinvolti possano tornare tutti sani e salvi a casa.
La vicinanza espressa in consiglio comunale
Durante il consiglio comunale di ieri, giovedì 2 ottobre, la consigliera di Sinistra Italiana, Jessica Cugini, ha condannato «l’assalto della Marina israeliana alla Global Sumud Flotilla, avvenuto in acque internazionali, e denunciamo il silenzio complice del governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato. Le persone coinvolte stavano portando avanti una missione umanitaria e politica, non un atto ostile».
Parimenti la consigliera Beatrice Verzè di Traguardi ha espresso «orgoglio per le posizioni assunte dall’Amministrazione a sostegno della causa palestinese. Dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina, il Sindaco ha anche scritto al Governo per chiedere supporto alla missione umanitaria della Flotilla. Verona non resta in silenzio. Continueremo a far sentire la nostra voce, anche nelle piazze, come avverrà domani con lo sciopero e la mobilitazione in partenza da Porta Nuova».
Anche la consigliera Chiara Stella (Damiano Tommasi Sindaco) ha ribadito come «la violazione delle acque internazionali da parte di Israele sia un atto grave. Colpisce la forte risposta dei giovani, scesi in piazza in tutta Italia, anche a Verona, per denunciare l’attacco alla Flotilla. È un segnale chiaro al governo: non si può restare complici».

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Università di Verona occupata
Ieri sera, inoltre, l’Università di Verona è stata occupata dagli studenti e dalle studentesse di UDU, che hanno scelto il Polo Zanotto come luogo simbolo per ribadire la loro solidarietà al popolo palestinese. L’iniziativa si inserisce nel solco delle mobilitazioni che in queste settimane hanno coinvolto numerosi atenei italiani, da Padova a Roma.

«L’università non è neutrale: è sempre stata un presidio di libertà e pensiero critico. Chiederci silenzio significa chiederci di rinunciare alla forza delle nostre idee» ha dichiarato Irene Lupi, presidente del Consiglio studentesco dell’Università di Verona e rappresentante UDU.

Sulla stessa linea Emma Menaspà di UDU Verona, che ha aggiunto: «Portiamo dentro le aule ciò che succede fuori. Oggi lo facciamo parlando di Palestina, genocidio e resistenze: l’università è politica quando decide cosa insegnare, chi includere, come costruire sapere. Oggi è politica anche perché siamo qui, occupando».
In una nota ufficiale, CGIL Verona ha sottolineato come l’aggressione ai volontari impegnati nella missione umanitaria rappresenti «un attacco ai valori e ai principi della nostra Costituzione, che sancisce il dovere alla solidarietà, e delle convenzioni internazionali, che tutelano la libertà di espressione, il diritto alla vita delle persone, il diritto alla Pace e all’autodeterminazione dei popoli».
Cooperativa il Calabrone: «Un lavoratore aderisce a nome di tutti. La sua paga a sostegno di Operazione Colomba in Palestina»
«Non me la sentivo di andare al lavoro come se niente fosse, sapendo quello che sta succedendo a Gaza. Lo sciopero non risolve, ma è comunque un messaggio di solidarietà e un invito ai governanti a fare di più, soprattutto a spezzare gli interessi economici che ci sono dietro a questa situazione come ad altri conflitti» Motiva così, Damiano Salan, la sua scelta di aderire alla manifestazione per la pace a Gaza che si svolge stamattina a Verona, in occasione dello sciopero generale.
Damiano è un giovane lavoratore della Cooperativa sociale “Il Calabrone” di Legnago, che ha conosciuto attraverso il servizio civile. Anche altri lavoratori della cooperativa sono ex obiettori di coscienza al servizio militare, che in questa impresa sociale vedono un modo per costruire la pace offrendo una opportunità lavorativa e una identità sociale a persone che il sistema economico tende ad emarginare.
«Gli altri lavoratori della cooperativa hanno scelto di non interrompere le attività – spiega il presidente Alessio Zamboni – per non danneggiare le persone fragili che sono coinvolte nei diversi settori lavorativi. Però abbiamo scelto di appoggiare e sostenere le azioni nonviolente che si stanno facendo per proteggere la popolazione di Gaza. Per questo devolveremo l’equivalente della giornata lavorativa di Damiano, e magari qualcosa di più, a Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace promosso dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che da anni opera in Palestina per proteggere le vittime del conflitto e favorire occasioni di dialogo tra israeliani e palestinesi».
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