Notte di violenza a Borgo Trento. Il sindacato: «Non è più tollerabile»

Redazione

| 21/06/2025
A portare il caos nell'ospedale veronese, tre giovani in stato di alterazione che avevano iniziato una rissa in strada. Una volta portati nel nosocomio, però, la violenza è proseguita, costringendo gli infermieri a intervenire. A denunciare il caso, la UIL FPL Verona.

Notte di paura al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento dove, intorno all’una di notte, tre ragazzi sono stati protagonisti di una violenta rissa iniziata in strada e terminata proprio all’interno dell’ospedale, che ha poi richiesto l’intervento dei carabinieri. A denunciarlo è la UIL FPL che ha parlato di «episodi inaccettabili di violenza e di un disordine sistemico che mina la sicurezza, la dignità e la funzionalità dell’intero servizio sanitario».

«È un fatto gravissimo – dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FPL Verona – e non è più tollerabile che il pronto soccorso venga usato come contenitore di conflitti sociali violenti, senza alcuna tutela per operatori e pazienti. È inaccettabile che chi si picchia in strada con bottiglie e oggetti contundenti venga portato nello stesso luogo, contemporaneamente, senza filtri né presidi di sicurezza adeguati. Il personale sanitario non può più essere lasciato solo a gestire queste situazioni».

Il racconto è drammatico, come spiegano dal sindacato: «c’era sangue ovunque, operatori con le divise sporche, pazienti impauriti in attesa, infermieri costretti a intervenire fisicamente per separare gli aggressori. Ormai – continua Gottardi – è nata la figura dell’”infermiere bodyguard”, altro che l’”assistente infermiere”, figura di dubbio valore, inserito nel nuovo contratto. Questa è la realtà che il nostro personale affronta: turni massacranti, sovraccarico di pazienti e ora anche il compito di sedare risse. Tutto ciò è semplicemente indegno per un presidio come il Pronto Soccorso, che per Verona è un bene sacro, un pilastro della sanità pubblica».

La UIL FPL Verona torna a chiedere con urgenza un tavolo permanente di coordinamento tra istituzioni sanitarie, prefettura, forze dell’ordine e rappresentanze sindacali, per costruire una risposta efficace e concreta che metta al primo posto la sicurezza del personale e la tutela dei cittadini: «Non possiamo più aspettare il prossimo episodio – conclude Gottardi – È tempo che chi ha responsabilità decida come affrontare questa escalation. Chi lavora in ospedale merita rispetto, chi si rivolge al pronto soccorso merita un ambiente sicuro. E i cittadini veronesi hanno diritto a strutture protette, efficienti e all’altezza del loro valore inestimabile».

La UIL FPL Verona resterà vigile e pronta a denunciare ogni episodio di violenza o abbandono, al fianco di ogni professionista della salute e di ogni cittadino che chiede sicurezza e dignità nei luoghi di cura.

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