Nogara: era ai domiciliari, ma continuava a spacciare
Redazione
Prosegue l’attività di contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti condotta dai Carabinieri della Stazione di Nogara, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Verona nei confronti di un cittadino di nazionalità marocchina, 35enne, già noto alle forze dell’ordine.
L’attività investigativa prende il via da un intervento effettuato lo scorso 31 ottobre 2025. Durante un servizio perlustrativo in località Piani, l’attenzione dei militari si era concentrata sul soggetto che, alla vista della pattuglia, aveva tentato la fuga. Al termine di un inseguimento a piedi, l’uomo era stato bloccato e trovato in possesso di un ingente quantitativo di droga: 53 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina, oltre a 340 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
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La successiva perquisizione domiciliare aveva permesso di rinvenire ulteriori sostanze, tra cui del “Gold Wax” (estratto di cannabis ad alta concentrazione), e la strumentazione tecnica per il confezionamento delle dosi.
Sottoposto inizialmente alla misura cautelare degli arresti domiciliari, il 35enne avrebbe però mostrato una reiterata inosservanza delle prescrizioni dell’Autorità Giudiziaria.
Lo scorso 18 gennaio, durante i controlli di routine volti a verificare la presenza del detenuto in casa, i Carabinieri di Nogara lo hanno sorpreso nuovamente in possesso di sostanza stupefacente (hashish). La segnalazione inoltrata dai militari alla Procura della Repubblica di Verona ha consentito di documentare l’inidoneità della misura meno afflittiva.
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Valutata la gravità dei fatti e il pericolo di reiterazione del reato, il GIP, su richiesta della predetta Autorità Giudiziaria, ha disposto l’immediato aggravamento della misura.
Pertanto, nel pomeriggio del 26 gennaio, i Carabinieri della Stazione di Nogara hanno trasferito l’uomo nella Casa Circondariale di Verona Montorio, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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Si segnala, infine, che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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