Morte di Gary, per i giovani indagati “era uno scherzo”
Continue vessazioni nei confronti del senza tetto da parte dei due giovani indagati sono state riprese anche dalle telecamere di sicurezza attorno alla zona dove il clochard aveva l’auto nella quale dormiva.
“Era uno scherzo, non l’abbiamo fatto apposta” si sarebbero giustificati così i due ragazzi stranieri, residenti in provincia di Verona, indagati per la morte di Gary (vero nome Ahamed Fdil ), il clochard trovato carbonizzato nell’incendio dell’auto dove dormiva la sera del 13 dicembre scorso, a Santa Maria di Zevio.
A indirizzare le indagini verso i due giovani sarebbero state anche le immagini delle telecamere di sicurezza. L’uomo, Ahamed Fdil, un marocchino di 64 anni, aveva fatto dell’auto la propria casa dopo essere rimasto senza lavoro. Ma negli ultimi mesi, secondo le testimonianze degli abitanti della zona, era divenuto l’obiettivo di un gruppo di bulli, che non perdevano occasione per dargli fastidio.
In un primo tempo sembrava che il senza tetto fosse morto nel rogo causato da una sigaretta, accesa caduta dentro l’auto. Ma gli accertamenti dei militari dell’Arma hanno portato alla luce la nuova, terribile, ipotesi.
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