Molotov contro una casa a Legnago: ingaggiati dall’ex datore di lavoro

Redazione

| 02/12/2025
L'uomo avrebbe ingaggiato, sotto compenso di quattromila euro, altri due uomini per scagliare molotov contro l'abitazione della donna. L'azione che sarebbe stata commissionata come intimidazione legata a una vertenza lavorativa. Tutti e tre sono stati arrestati e si trovano ora in carcere.

Era la tarda mattinata del 12 settembre scorso quando a Legnago ignoti autori avevano scagliato contro l’abitazione di una donna alcune bottiglie incendiarie, le cosiddette “molotov”, tanto che una di queste, attraverso una finestra aperta, era finita addirittura all’interno della casa. Tuttavia i due ordigni non si erano incendiati, dato che non erano innescati.

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I Carabinieri di Legnago erano stati avvisati e avevano avviato le prime serrate attività investigative per identificare gli autori del grave attentato. Grazie all’ottima conoscenza del territorio e all’importante supporto dei sistemi di videosorveglianza ubicati in città e nei paesi limitrofi, i militari dell’Arma acquisivano concreti e rilevanti fonti di prova a carico di tre soggetti veronesi. Tali fattori indiziari, sottoposti al vaglio della Procura della Repubblica di Verona, avevano consentito a quest’ultima di avanzare e ottenere dal G.I.P. del locale Tribunale un ordine di custodia cautelare in carcere per i tre indagati, in quanto indiziati, a vario titolo, di fabbricazione e porto illegale in luogo pubblico di ordigni incendiari e di tentata estorsione, aggravati, ai danni di una donna.

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Nello specifico, due dei tre indagati avrebbero scagliato le “molotov” contro l’abitazione della vittima per poi dileguarsi. A seguito dell’inquietante atto intimidatorio, i militari dell’Arma avevano iniziato una veloce e intensa ricerca di informazioni, in primis dalla vittima, ancora molto turbata dall’accaduto e, poi, perlustrando tutta l’area d’interesse operativo, scandagliando tutte le possibili vie di arrivo e di fuga degli autori. Dall’attività investigativa dei militari è emerso che i delitti compiuti erano da ricondurre a precedenti rancori da parte del 55enne, ex datore di lavoro della vittima, che non si era dato per vinto alla perdita della vertenza lavorativa e che per tale ragione avrebbe ingaggiato, sotto compenso di quattromila euro, il 52enne e il 62enne, affinché eseguissero l’atto intimidatorio allo scopo di far desistere l’ex dipendente dalla richiesta del credito.

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Pertanto, il 19 novembre, i Carabinieri di Legnago, su ordine di esecuzione della Procura della Repubblica di Verona, in ottemperanza dell’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP del locale Tribunale, hanno arrestato i tre indagati per poi, concluse le formalità di rito, tradurli presso la casa circondariale di Montorio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Si rappresenta che la misura è adottata di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

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