Mafia, Bonelli: «strade al veleno nel nord est»

Secondo la procura distrettuale antimafia di Venezia, sono oltre 120 i comuni del nord est in cui tra il 2014 e il 2016 è stato sversato conglomerato inquinato come sottofondo stradale. Lo denuncia Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e promotore di Europa Verde. I Verdi hanno inviato un esposto alla commissione antimafia affinché indaghi sul fenomeno,…

Secondo la procura distrettuale antimafia di Venezia, sono oltre 120 i comuni del nord est in cui tra il 2014 e il 2016 è stato sversato conglomerato inquinato come sottofondo stradale. Lo denuncia Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e promotore di Europa Verde.

I Verdi hanno inviato un esposto alla commissione antimafia affinché indaghi sul fenomeno, a tutela dell’ambiente, della salute e dell’economia del nostro Paese. Angelo Bonelli denuncia: «Metalli pesanti come fluoruro, bario, piombo, arsenico, mercurio, diossine o sostanze altamente cancerogene sono stati impastati nei conglomerati da cui si ottiene il cemento e il calcestruzzo, in modo da risparmiare e smaltire scorie che avrebbero dovuto essere sottoposte ad un trattamento di decontaminazione

«Le organizzazioni mafiose -continua l’esponente dei Verdi- hanno investito le loro risorse su questo affare.» Oltre alle “strade del veleno” i casi di opere costruite con materiale contaminato sono diversi in tutta Italia, da una scuola di Napoli alla ricostruzione delle zone terremotate in Emilia. «Questo – dichiara Bonelli – è un fenomeno non nuovo, che nel passato ha portato l’autostrada Brebemi e la Valdastico Sud a essere utilizzate per lo smaltimento di rifiuti tossici attraverso la falsificazione dei cosiddetti codici rifiuti Cer.» Come sottolinea ancora Angelo Bonelli, le società coinvolte in questi traffici continuano a lavorare per lo stato.

L’appello è a che il ministero dell’Ambiente provveda a controlli sistematici sui produttori di conglomerato e attivi un sistema di tracciabilità dei rifiuti. È necessario un intervento tempestivo sulle “strade al veleno” del nord est, «perché c’è il rischio che gli inquinanti presenti nei conglomerati possano aver determinato un inquinamento dei campi circostanti

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