La denuncia: «Insetti nel piatto dell’ospedale». Replica: «Siamo parte lesa»

Redazione

| 17/07/2025
Arriva la segnalazione di un insetto in un pasto destinato ai pazienti dell'ospedale di Borgo Trento. Bigon attacca: «Inaccettabile». L'azienda ospedaliera replica che il cibo arriva termosigillato da un fornitore esterno e l’azienda agirà contro i responsabili.

La notizia del ritrovamento di un insetto in un piatto destinato ai pazienti dell’Ospedale di Borgo Trento accende lo scontro politico e istituzionale. La consigliera regionale veronese del PD, Anna Maria Bigon, parla di un episodio «totalmente inaccettabile» che, se confermato, «mette in discussione non solo la qualità del servizio mensa, ma soprattutto il rispetto della dignità e della salute dei pazienti».

«Già nei mesi scorsi – aggiunge Bigon – si erano verificati pesanti disservizi, tra pasti freddi, problemi strutturali nelle cucine e addirittura la presenza di topi nella mensa provvisoria. Di fronte a tutto questo, è evidente che il sistema non funziona».

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Bigon annuncia inoltre una nuova richiesta di accesso agli atti «per conoscere nel dettaglio la situazione igienico-sanitaria, gli esiti dei controlli di NAS e SIAN, e le responsabilità». E incalza: «Già da tempo appare chiaro che le cose devono cambiare. Chiedo con urgenza che vengano ripristinate le condizioni igieniche ottimali e che si ritorni alla cucina interna con personale qualificato, dotata di spazi e attrezzature adeguate, perché il pasto è parte integrante della cura, non un semplice servizio accessorio. I pazienti e gli operatori sanitari hanno diritto a un pasto caldo, sicuro e dignitoso. Continuerò a seguire da vicino questa vicenda e a chiedere risposte concrete, perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più».

A replicare è Giuseppina Montolli, direttrice dell’UOC Provveditorato dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona. «Risponderemo per le vie ufficiali alla sigla sindacale che ha segnalato il fatto, su cui siamo già prontamente intervenuti nei giorni scorsi. Innanzitutto, ci preme chiarire che Aoui è parte lesa e pertanto agirà con gli strumenti consentiti nei confronti del responsabile. Si tratta di una cimice di terra rinvenuta in un piatto di spinaci cotti, arrivato alla mensa dipendenti».

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Montolli precisa che «Aoui è completamente estranea dal momento che i pasti per l’ospedale di Borgo Trento non vengono preparati sul posto ma arrivano già pronti. AOUI si avvale del fornitore dei servizi di ristorazione (dipendenti e degenti) che è la società Markas, la quale a sua volta si rivolge ad altro fornitore per la preparazione dei pasti. Il cibo viene dunque consegnato alla mensa aziendale in vaschette termosigillate, cioè chiuse ermeticamente. La preparazione viene fatta in un centro esterno, dove le monoporzioni sono cucinate, sigillate e possono essere aperte solo dal consumatore finale».

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