Inseguimento da film alle Golosine, quasi investe un carabiniere
Redazione
Una folle corsa a Verona, quasi da film, con i Carabinieri all’inseguimento di un motociclista di 43 anni, rivelatosi poi senza patente, assicurazione e revisione. E con targa modificata.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 3 agosto, in via Don Girardi, zona Golosine, dove i Carabinieri hanno incrociato un motociclo Malaguti con a bordo un uomo che indossava un casco integrale scuro. Alla vista dei militari, l’uomo ha cambiato bruscamente direzione, dando il via a un inseguimento ad alta velocità. La scena, che ha avuto il ritmo di un vero e proprio film d’azione, nelle vie del quartiere, dove il motociclista ha fatto manovre pericolosissime, passando sui marciapiedi e sfiorando i passanti, tra cui famiglie con bambini che frequentavano i giardini pubblici.
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L’inseguimento, che ha coinvolto anche altri mezzi dei Carabinieri, è proseguito per diverse vie, tra cui via Cacciatori delle Alpi, dove i militari sono riusciti finalmente a bloccare l’uomo. In un ultimo disperato tentativo di fuggire, il motociclista ha provato a investire uno dei Carabinieri. L’uomo è poi andato a sbattere contro un’auto parcheggiata. Subito arrestato e ammanettato, i Carabinieri, nel rimuovere il casco, lo hanno riconosciuto come una vecchia conoscenza.
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Gli accertamenti hanno rivelato che il motociclo che l’uomo stava guidando era privo di assicurazione e non revisionato, e che la targa era stata alterata – con numeri modificati – per impedire l’identificazione del vero proprietario. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari e oggi è stato condotto in Tribunale per la celebrazione del processo con rito direttissimo. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria, rinviando l’udienza al prossimo ottobre 2025.
Nel frattempo, il motociclo utilizzato dall’uomo è stato sequestrato e affidato a deposito giudiziario per la successiva confisca.
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Si segnala, infine, che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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