Incidente nel sottopasso a Verona: l’autovelox non si può mettere
di Alessandro Bonfante
Dal Comune di Verona arrivano precisazioni dopo l’incidente della notte fra 15 e 16 febbraio nel sottopasso fra viale Luciano Dal Cero e via Faccio.
Lo scontro frontale fra due auto, che ne hanno coinvolta una terza, è «il primo di una certa gravità riscontrato dopo la riapertura dell’infrastruttura a giugno dell’anno scorso ed è avvenuto nel tratto di strada non interessato dai lavori».
Sono ancora in corso gli accertamenti sulle dinamiche dell’incidente, compresi quelli sullo stato psicofisico dei conducenti dei mezzi coinvolti nel sinistro.
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«Questa è indubbiamente un’arteria molto frequentata, proseguiranno gli sforzi per contenere al massimo il rischio e mantenere basso il numero di incidenti», afferma l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.
«Negli ultimi 10 anni in questo tratto di strada si sono registrati mediamente 5 incidenti gravi all’anno, senza alcun decesso, quasi tutti provocati dall’alta velocità» spiega il comandante della Polizia locale Luigi Altamura. «Un deterrente a tale comportamento è sicuramente l’utilizzo dello strumento dell’autovelox, che tuttavia, in base al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dello scorso anno può essere usato solo in determinate situazioni, ad esempio in presenza di carreggiate fisicamente separate».
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Le precisazioni arrivano dopo le accuse del consigliere regionale Stefano Casali (Fratelli d’Italia) e del consigliere comunale di Verona Paolo Rossi (Verona Domani), secondo i quali sarebbe «evidente come il sottopasso presenti gravi criticità strutturali, di segnaletica, di poca visibilità e di una non corretta gestione viabilistica. Tutti fattori che sono alla base dei molteplici casi registratisi proprio in quel tratto di strada».
Quanto alla sicurezza del viale, la Direzione Mobilità e Traffico sottolinea che con i lavori per la realizzazione del sottopasso di via Città di Nimes, è stata riqualificata la segnaletica su tutto il tratto stradale così come il sistema di illuminazione. Altri interventi, come l’installazione di uno spartitraffico, comporterebbe la riduzione della capacità stradale con conseguenze sulla viabilità.
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