Incidente ad Arcole: ubriaco e senza patente, sputa addosso ai Carabinieri
Causa un incidente da ubriaco e con la patente sospesa, prova ad allontanarsi, e sputa addosso ai Carabinieri. Un pomeriggio movimentato in via Calveghe a Gazzolo di Arcole.
Protagonista di questa vicenda è un 59enne, residente nel comune di Colognola ai Colli e già noto alle Forze dell’Ordine, italiano. Nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 10 novembre, alla guida della sua autovettura, sebbene sprovvisto di patente di guida perché già sospesa, una volta imboccata via Calveghe, ha causato un incidente stradale andando a sbattere frontalmente contro un’auto che proveniva dal senso opposto di marcia. Alla guida dell’altro veicolo c’era un 69enne di San Bonifacio.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Bonifacio, giunti sul posto, hanno notato il conducente della prima autovettura che barcollando si stava allontanando dal luogo del sinistro, incurante di quanto fosse accaduto.
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Una volta raggiunto l’uomo, questo, in gravissimo stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcoliche, dopo essersi rifiutato categoricamente di sottoporsi ad accertamento strumentale per la determinazione del tasso alcolemico, ha iniziato a inveire e sputare contro i militari, tentando anche di colpirli con calci e pugni per poi essere contenuto e quindi arrestato per il reato di “resistenza a Pubblico Ufficiale”.
Il conducente dell’altro veicolo, trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’Ospedale di San Bonifacio, se l’è cavata fortunatamente con qualche contusione ed è stato dimesso in tarda serata.
Il 59enne arrestato, denunciato anche per i reati di “omissione di soccorso” e “rifiuto di sottoporsi ad accertamento tramite etilometro”, in esecuzione delle direttive impartite dalla Procura della Repubblica di Verona, è comparso questa mattina davanti al Giudice del Tribunale scaligero che ha convalidato l’arresto. A termine del processo è stata accolta dal Giudice la richiesta di patteggiamento della pena da parte dell’uomo, stabilita in 4 mesi e 10 giorni di reclusione.
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Si rappresenta, infine, che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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