In strada per Moussa
Da Palazzo Barbieri alla Questura. La marea di manifestanti che oggi si è data appuntamento alle 14.00 in centro città, si è fatta sentire. Circa tremila le persone che hanno partecipato al corteo in ricordo di Moussa Diarra, il 26enne rimasto ucciso in stazione domenica scorsa dopo aver aggredito con un coltello un poliziotto. Oltre agli amici e al fratello di Moussa, erano presenti la comunità Maliana e decine di associazioni, tra cui il collettivo Paratod@s.
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“Never again please”, “La città dell’amore colpisce ancora”, “Il colpevole lo conosciamo e si chiama razzismo istituzionale”, ma soprattutto “Verità e giustizia per Moussa“: queste le frasi che campeggiavano sui cartelli lungo corteo, che si è spostato velocemente da piazza Bra al Tribunale, dove è scoppiato qualche tafferuglio, subito rientrato grazie al grande dispiegamento di forze dell’ordine e a un cordone di cittadini maliani che ha impedito ad alcuni manifestanti di entrare in tribunale per appendere degli striscioni. Pochi minuti di caos – durante i quali è pericolosamente volato anche qualche sampietrino – che hanno preceduto il sit-in pacifico davanti alla Questura. Lì, i manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo di Moussa e hanno bloccato il traffico in lungadige. Sul cancello della Questura, ora, è stato attaccato uno striscione bianco con una grande scritta rossa: “Moussa non ti dimentichiamo…e ci mancherai!“.
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