Grave incidente sul lavoro a Sona: operaio cade dal tetto di un capannone
Redazione
Poco dopo le 11 di questa mattina, venerdì 4 aprile, si è verificato un grave incidente sul lavoro a Sona, nella zona industriale di Lugagnano in via Sardegna. Un operaio è infatti precipitato dal tetto del capannone, facendo un volo di circa sette metri.
Sul posto sono arrivati un’ambulanza e un elicottero per il trasporto d’urgenza. L’uomo, in codice rosso, è stato trasferito all’ospedale di Verona Borgo Trento.
Presenti anche i Carabinieri e lo Spisal per gli accertamenti e per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
L’incidente non è avvenuto nelle pertinenze della ditta MEB, come indicato in una precedente versione di questo articolo, ma in un capannone vicino. Ci scusiamo per l’imprecisione.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono un tavolo in Prefettura
Di seguito il comunicato congiunto dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Verona Francesca Tornieri, Giampaolo Veghini, Giuseppe Bozzini.
«Si continua a morire di lavoro a Verona, segno evidente che qualcosa non funziona nel sistema economico e produttivo della nostra provincia. Ogni giorno siamo chiamati a vivere questi momenti drammatici per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro cari.
Oggi un altro infortunio grave sul lavoro in un’azienda veronese, a poche ora di distanza dall’evento mortale in cui ieri ha perso la vita Vincenzo Arsena della Anodall Extrusion spa. Due eventualità di rischio – una caduta dall’alto e una probabile folgorazione – tra le più normate in assoluto dalle leggi e dalle buone pratiche.
La domanda che ci poniamo (e che poniamo) è perché, nonostante lo sforzo delle innumerevoli iniziative messe in campo per prevenire infortuni o morti sul lavoro, queste non siano sufficienti e adeguate.
Non sono sufficienti le centinaia di migliaia di euro che le istituzioni hanno messo a disposizione per favorire gli investimenti in sicurezza per le imprese, non ultima la Camera di Commercio di Verona che ha investito da sola più di un milione di euro.
Non sono sufficienti i molti convegni organizzati dalle associazioni, dalle università sul tema della sicurezza. Non sono sufficienti le iniziative di formazione e le ingenti risorse messe a disposizione per costruire una rete che rafforzi la cultura della sicurezza.
Tutto ciò non è sufficiente perché la cultura della sicurezza non è un dispositivo, ma un sistema di persone dotate della volontà e della capacità di dialogare e confrontarsi. Forse è necessario anche un maggior intervento delle forze dell’ordine e degli istituti preposti per agire, anche in modo repressivo, contro chi non rispetta le norme di sicurezza.
Da tempo chiediamo che ci sia un impegno concreto, fattuale, non formale o burocratico, di tutte le istituzioni, associazioni di categoria, parti sociali per portare la cultura della sicurezza in tutte le aziende.
Come organizzazioni sindacali chiediamo dunque alla Prefettura di aprire urgentemente un tavolo di confronto sulla sicurezza. Non per ribadire quello che già tutti sappiamo, ma affinché il messaggio della sicurezza venga finalmente recepito.
L’emergenza è attestata anche dai numeri: con una media di oltre 15mila denunce di infortunio all’anno tra il 2019 e il 2023 (oltre 40 al giorno!) di cui 30 infortuni mortali (uno ogni due settimane!), il territorio veronese è tra i più pericolosi dal punto di visto lavorativo in termini assoluti a livello nazionale.
Ciò che, come confederazione CGIL-CISL-UIL, ci sembra più evidente è la necessità di recuperare una cultura del lavoro dove la sicurezza ne deve essere il caposaldo.
Troppo spesso ritmi e carichi di lavoro utili a raggiungere l’obbiettivo del guadagno, hanno trasformato i lavoratori come bene sacrificabile al dio denaro, questa è la cultura che distrugge la vita delle persone.
Mettiamo al centro quindi la persona non solo facendo cultura ma anche maggiori controlli rafforzando gli organici degli istituti preposti, come ispettorato del lavoro e Spisal e forze dell’ordine».
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
UIL Veneto: «La casistica degli infortuni nella nostra regione parla chiaro»
Il segretario generale della Uil Veneto Roberto Toigo commenta così l’episodio: «Sempre in provincia di Verona, a distanza di poche ore dalla tragica morte di Vincenzo Arsena, veniamo a conoscenza di un grave incidente sul lavoro: un operaio si è ferito cadendo da un tetto di un capannone. La casistica degli infortuni nella nostra regione parla chiaro, e questa circostanza è una delle più frequenti».
«Nel Veneziano – grazie alla regia della Prefettura – partirà una sperimentazione che prevede l’adozione di strumentazioni tecnologiche da fare indossare agli operai, capaci di avvertirli o bloccarli nelle situazioni di pericolo. Si tratta di buone pratiche da estendere a livello regionale, almeno per le dinamiche che si ripetono più spesso. Dalle notizie che ci giungono, l’operaio è in gravi condizioni ma non in pericolo di vita: gli siamo vicini e ci auguriamo che possa riprendersi».
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






