Giallo di Clara Rossignoli: «Allontanamento per dissidi familiari»
Redazione
Durante la puntata del 5 maggio 2025 di “Storie Italiane”, su RaiUno, si è parlato ancora del caso di Clara Rossignoli. Un caso che sembrerebbe complicato e fitto di mistero. La vicenda era già affrontata nella trasmissione condotta da Eleonora Daniele nella puntata del 29 aprile e in quella del giorno successivo, e in quel contesto si era discusso di alcune strane frequentazioni della donna. Secondo alcuni conoscenti e familiari, infatti, qualche malintenzionato potrebbe aver approfittato di lei e della sua ricerca di affetto.
Nella denuncia della figlia, si legge tra le motivazioni «allontanamento per dissidi familiari». La figlia di Clara Rossignoli riporta infatti che martedì 8 aprile, alla sera, sarebbe avvenuto un litigio tra la 79enne e la compagna del nipote, presumibilmente per motivi economici, versione confermata anche dalla compagna e da alcuni vicini di casa.
Durante la trasmissione la figlia è drastica: «Sono sempre più convinta che mia mamma sia stata uccisa. Mamma era una persona forte, non si sarebbe mai suicidata. Credo sia scomparsa il giorno della litigata, e non l’11 aprile. Ditemi dov’è il corpo».
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La ricostruzione
La scomparsa di Clara Rossignoli è stata denunciata dalla figlia il 14 aprile scorso, data dalla quale sono state avviate le ricerche dell’anziana donna. Viveva con il nipote e altri familiari, frequentava abitudinariamente la sua tabaccheria e il suo bar preferiti, e non aveva mai manifestato intenti suicidi, secondo quanto riferito ai Carabinieri.
Dalle prime ricostruzioni, la donna si sarebbe allontanata dalla sua abitazione nelle prime ore del mattino del giorno 11 aprile, così come dichiarato dai conviventi e da alcune persone che affermano di averla vista l’ultima volta proprio nella serata precedente.
La visione delle telecamere di sorveglianza, le dichiarazioni dei testimoni, le specifiche ricerche e battute condotte nell’ambito del piano per la ricerca delle persone scomparse attivato dalla Prefettura di Verona con il concorso dei Vigili del Fuoco e della protezione civile non hanno fatto sinora emergere alcun elemento utile al suo rintraccio.
Il cellulare spento dal 9 aprile
In particolare, anche le attività di positioning e l’esame del suo traffico telefonico non hanno fornito indicazioni di rilievo, poiché le utenze e il cellulare a lei in uso erano spenti già dal 9 aprile, due giorni prima della sua scomparsa. Di fatto, il telefono non ha mai agganciato alcuna cella dopo l’allontanamento da casa, privando le ricerche della possibilità di un più significativo punto di partenza o di passaggio.
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Le presunte frequentazioni e il post su Facebook
Tutte le attività svolte hanno fatto emergere un’importante mole di dati e di informazioni, non sempre concordanti, sia in ordine ad una asserita frequentazione amorosa con un uomo anziano della zona (già identificato, ma che ha smentito la relazione) sia a presunte e generiche amicizie con gli avventori del bar, sui quali nessuno, sia tra i familiari sia tra i conoscenti, è stato in grado di fornire concreti elementi.
Lo scorso primo aprile, su Facebook, aveva pubblicato la foto con un uomo e la didascalia “mio nipote”, ma tale non era. L’uomo, raggiunto al telefono dall’inviata di “Storie italiane”, ha spiegato che la donna voleva pubblicare la foto probabilmente per attirare attenzioni.
In caso di emergenza, chiama il 118. Se ci sono amici o conoscenti con pensieri suicidi si può chiamare il Telefono amico allo 02 2327 2327, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
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