Furti e taccheggi: tre arresti in poche ore a Verona

Redazione

| 04/02/2025
Un agente della Polizia Locale ha visto in diretta un furto con strappo: l’aggressore ha ingoiato la collana del turista e poi ha dato in escandescenze causando danni al pronto soccorso. Altri arresti dei Carabinieri in centro per furti.

Furto con strappo, taccheggio e ricettazione di un iPhone rubato. Episodi che si sono seguiti in poche ore a Verona, in centro città.

Lunedì pomeriggio, in corso Porta Nuova, un 29enne ha aggredito due turisti inglesi per rapinarli, ma è stato fermato dopo un inseguimento da un agente della Polizia Locale. L’uomo ha opposto resistenza e ha anche ingoiato la collana strappata dal collo del turista. In ospedale ha anche dato in escandescenze, provocando danni alla struttura e creando problemi agli agenti.

Lunedì sera, un 19enne è stato sorpreso a rubare nei negozi Zara e nello store dell’Hellas Verona, appena dopo essere stato rilasciato per un precedente furto. Arrestato nuovamente dai Carabinieri, è stato trattenuto in caserma fino all’udienza direttissima, quando il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

Infine domenica mattina i Carabinieri hanno arrestato un 34enne, destinatario di un ordine di carcerazione, e denunciato un 37enne per ricettazione. Il tutto grazie alla geolocalizzazione di un iPhone rubato, che ha permesso di individuare i due in via Dietro Filippini. Il telefono è stato restituito ai proprietari, mentre l’arrestato è stato trasferito a Montorio.

A questi si aggiunge anche l’episodio del 33enne colto sul fatto mentre rubava all’interno di un’auto parcheggiata, dopo aver infranto i finestrini.

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Rapina in corso Porta Nuova

Lunedì pomeriggio un 29enne pluripregiudicato si è avvicinato a due turisti inglesi, aggredendone uno, strappandogli la collanina d’oro che portava al collo e provocandogli un ematoma.

La violenta azione è stata però vista da un agente della polizia locale a bordo del carro-attrezzi per i servizi ordinari, che è immediatamente sceso dal mezzo per inseguire l’uomo. Bloccato dopo circa 500 metri di inseguimento, il rapinatore ha ingoiato la collana.

Trasferito al pronto soccorso e dimesso senza aver in alcun modo collaborato con i sanitari, è stato accompagnato al comando di via del Pontiere. Qui ha dato in escandescenza colpendo alcune sedie a rotelle presenti in sala d’attesa e scardinando una porta d’ingresso del pronto soccorso.

Questa mattina si è svolta la direttissima per la convalida dell’arresto, l’uomo è accusato di rapina, lesioni, danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare in carcere a Montorio.

«Un plauso all’agente per il suo pronto intervento che ha consentito l’arresto del rapinatore», commenta l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.

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Arrestato due volte in un giorno per furto

Protagonista della vicenda un 19enne di origine tunisina, già noto alle forze dell’ordine, che, appena rimesso in libertà dopo un’udienza per furto aggravato e ricettazione, è stato nuovamente sorpreso a rubare.

La sera del 3 febbraio, il giovane è stato fermato dalla sicurezza del negozio Zara, in via Mazzini, con addosso capi di abbigliamento sottratti poco prima. All’arrivo dei Carabinieri, un controllo più approfondito ha rivelato che, nascosti nella giacca, il ragazzo custodiva anche indumenti sportivi ufficiali dell’Hellas Verona, provenienti dallo store ufficiale del club, situato in via Cattaneo.

Le immagini delle telecamere di sicurezza del negozio gialloblù hanno confermato che il giovane aveva sottratto la merce senza essere scoperto dai dipendenti. Complessivamente, il valore degli articoli rubati non superava i 200 euro, ma molti dei capi sono risultati danneggiati irreparabilmente a causa dello strappo dei dispositivi anti-taccheggio.

I Carabinieri, accompagnando il fermato in caserma per le formalità di rito, hanno scoperto che lo stesso giovane era già stato arrestato quello stesso giorno e poi rimesso in libertà dopo un’udienza per direttissima per furto aggravato e ricettazione.

A causa della recidiva, i militari lo hanno nuovamente arrestato per furto aggravato continuato. La Procura della Repubblica di Verona è stata immediatamente informata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il giovane è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma di via Salvo D’Acquisto fino alla mattina del 4 febbraio, quando è stato condotto dinanzi al Giudice del Tribunale scaligero per una nuova udienza.

L’arresto è stato convalidato e, considerando la pericolosità sociale e la reiterazione dei reati, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, con rinvio dell’udienza al 26 febbraio.

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Due giovani individuati grazie a un iPhone rubato

Grazie alla tecnologia di geolocalizzazione di un iPhone rubato, i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Verona sono riusciti a individuare due uomini sospetti nel centro della città. L’operazione, avvenuta nella mattina del 2 febbraio, ha portato all’arresto di un 34enne marocchino, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Verona, e alla denuncia di un 37enne connazionale, trovato in possesso del telefono rubato.

L’episodio ha avuto luogo in via Dietro Filippini, quando due cittadini hanno fermato una pattuglia dei Carabinieri, segnalando che il loro iPhone 16 Pro, rubato il giorno prima, risultava ancora attivo e localizzato nelle vicinanze. Seguendo il segnale del dispositivo, i militari hanno individuato due uomini e, dopo un controllo, hanno scoperto che il 37enne aveva con sé il telefono.

Tuttavia, durante i controlli incrociati nei database delle Forze dell’Ordine, è emerso che il 34enne era destinatario di un provvedimento di carcerazione, emesso a seguito della violazione di un precedente divieto di dimora a Verona. L’uomo era già stato arrestato in passato e, non avendo rispettato la misura cautelare, era stato nuovamente segnalato alle autorità.

Entrambi sono stati portati in caserma per ulteriori accertamenti: il 34enne è stato trasferito al carcere di Verona Montorio, mentre il 37enne è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione. Il telefono rubato è stato restituito ai legittimi proprietari.

Si rappresenta che le misure sono adottate di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe

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