Forze dell’ordine a Verona per il raduno “maranza”: tanto rumore per nulla

di Alessandro Bonfante

| 11/06/2025
Nessuno dei "maranza" chiamati a raccolta sui social si è presentato all'appuntamento delle 12 in stazione a Verona. Presente un gruppo di una cinquantina di veronesi, identificato dalla polizia e che non ha creato disordini.

Molto rumore per nulla. Potrebbe essere questo il riassunto della situazione di oggi, mercoledì 11 giugno in stazione a Verona Porta Nuova. Come preannunciato ieri, sono arrivate le forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa per presidiare piazzale XXV Aprile in vista del raduno di “maranza” annunciato nei giorni scorsi su TikTok come sfida agli “ultras dell’Hellas”.

Nessuno dei “maranza” annunciati si è presentato all’appuntamento delle 12, lanciato dal lottatore noto come “Don Alì”, mentre è arrivato un gruppo di circa 50-60 veronesi.

Questi ultimi sono stati controllati dalla Digos della Polizia di Stato e accompagnati in piazza, ma non ci sono stati momenti di tensione. Anche perché, in effetti, mancava qualsivoglia contendente. Presenti in piazza con il gruppo di veronesi alcuni volti noti della destra scaligera, fra cui Luca Castellini, leader di Forza Nuova Verona, e l’ex deputato Vito Comencini.

Forze dell'ordine presidiano la stazione in vista dell'annunciato raduno dei "maranza"
I veronesi arrivati in stazione

La Polizia aveva inoltre tenuto sotto controllo i treni in arrivo a Verona, in particolare quelli da Torino, Milano e Brescia, zone da cui si attendevano i possibili arrivi, ma non è stato riscontrato alcun elemento sospetto. Intorno alle 12.45 i veronesi presenti in piazza hanno iniziato ad allontanarsi.

Dopo il video, Don Alì era stato denunciato per istigazione a delinquere. Era stato inoltre diffidato dal presentarsi in stazione oggi. In quel caso sarebbe stato condotto in questura e nuovamente denunciato.

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La chiamata di “Don Alì”

A lanciare l’iniziativa era stato il lottatore e influencer torinese “Don Alì”, che aveva chiamato a raccolta, qualche giorno fa, tutto il “popolo maranza” per invadere Verona e confrontarsi con gli ultras dell’Hellas: «Come abbiamo fatto con gli Articolo 52, di cui ora non sentite più parlare, lo stesso faremo con voi ultras di Verona», aveva annunciato sul suo profilo.

Nato in Marocco nel 2001 e cresciuto a Torino, Alì Sahid è noto in rete come Krushi Bugna, nome che identifica anche un progetto legato al pugilato underground italiano, pensato per offrire visibilità e ritorni economici a giovani fighter emergenti.

Personaggio divisivo e spesso provocatorio, Don Alì ha alimentato negli anni un vasto seguito tra i giovanissimi, alternando provocazioni al limite della legalità a iniziative di aggregazione che non mancano di sollevare dubbi e critiche, specialmente da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

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La situazione alle 12.20

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