Era ricercato in tutta Europa: arrestato in Corso Porta Nuova

Redazione

| 22/09/2025
La Polizia di Stato ha arrestato a Verona un 42enne, latitante dal 2022 e colpito da Mandato di Arresto Europeo per traffico di droga.

La Polizia di Stato ha catturato a Verona in corso Porta Nuova, un pericoloso ricercato in campo internazionale, un cittadino rumeno classe 1983 originario di Brasov, colpito da mandato di arresto europeo emesso dalle autorità rumene, in quanto condannato a dieci anni e sei mesi di reclusione per reati in materia di sostanze stupefacenti e, per questo, ricercato in tutto il continente dal 2022.

LEGGI LE ULTIME NEWS

L’operazione

L’attività investigativa condotta dai poliziotti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura scaligera finalizzata alla cattura del latitante, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato nell’ambito del progetto “Wanted” per la ricerca e cattura di latitanti internazionali di spessore rilevante, è stata avviata nel mese di maggio 2025 su segnalazione delle autorità rumene, secondo cui il ricercato poteva gravitare in territorio veronese, in possesso di documenti falsificati ungheresi e polacchi che ne celavano la vera identità.

Le indagini della squadra mobile scaligera sono state, così, dapprima finalizzate a individuare gli effettivi documenti falsi posseduti dal latitante, incentrandosi in una fase successiva sulla raccolta di informazioni su soggetti che avrebbero potuto favorire la sua latitanza.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Grazie a tale attività sono stati individuati alcuni veicoli sospetti, intestati a suoi parenti residenti in altre province italiane, le cui targhe sono state effettivamente registrate dalle telecamere di sicurezza comunali installate in città e in provincia.

In particolare, mirati e prolungati servizi di osservazione, svolti principalmente per ridurre i target di ricerca, hanno permesso di inquadrare due delle autovetture che saltuariamente sono state registrate nei varchi di accesso della zona sud di Verona. In questo modo, peraltro, negli ultimi giorni nelle due autovetture si è potuta notare la presenza di un cane molosso di grossa taglia con la testa fuori dal finestrino. Dettaglio che ha subito innalzato il criterio di ricerca considerato che, nel corso delle analisi effettuate sui social network, era emersa una particolare passione del latitante appunto per i cani molossi di razza “american bully”.

Grazie agli elementi informativi raccolti, gli operatori della Squadra Mobile sono riusciti ad agganciare uno dei due veicoli sospetti, rilevando al contempo la presenza del cane sui sedili posteriori. Arrivati all’incrocio di corso Porta Nuova e riconosciuto senza ombra di dubbio il latitante, i poliziotti lo hanno così immediatamente fermato e bloccato.

Accompagnato in Questura per le formalità di rito, l’uomo a seguito di perquisizione è stato trovato in possesso di patente di guida e carta di identità ungheresi contraffatte, recanti la sua foto e i dati anagrafici di un cittadino ungherese.

Gli accertamenti hanno, altresì, fatto emergere che sullo stesso pendeva anche un ordine di carcerazione emesso nel 2016 dal Tribunale di Pistoia per la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione per reati contro la persona.

Terminate le formalità di rito, il destinatario dei provvedimenti restrittivi è stato accompagnato presso la Casa circondariale di Verona-Montorio, come disposto dalle Autorità Giudiziarie deleganti, e segnalato alla Procura di Verona per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi.

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Il commento dell’assessora alla Sicurezza e del comandante Altamura

L’assessora di Verona alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi interviene plaudendo «all’importante operazione della Polizia di Stato, sempre presente e attenta sul territorio».

«È l’occasione per ribadire l’importanza dei sistemi di videosorveglianza, – prosegue Zivelonghi – che l’amministrazione ha provveduto a implementare e che si confermano uno strumento fondamentale di supporto all’attività delle Forze dell’Ordine. Ricordiamo infatti che il ruolo dell’amministrazione in materia di sicurezza non è quello di sostituirsi alle Forze dell’Ordine, ma quello di supportarle con attività ausiliarie della Polizia Locale e con implementazione di infrastrutture e interventi sui luoghi. Rinnoviamo dunque il plauso a chi ha svolto l’operazione dando così evidenza ancora una volta dell’importanza dell’implementazione nei sistemi di videosorveglianza».

«La collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine – aggiunge il comandante della Polizia Locale, Luigi Altamura – è al massimo livello con l’utilizzo condiviso di telecamere di sorveglianza implementate con i fondi messi a disposizione dal Fondo del Ministero Ministero dell’Interno per la sicurezza urbana che sono stati dedicati quasi interamente proprio a questo obiettivo, potenziando le tecnologie di lettura targhe e rendendo più efficace il presidio del territorio».

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!