Da Tregnago a Cazzano: 25enne con pistola scappa e si oppone all’arresto

Redazione

| 08/05/2025
L'uomo, di Monteforte d'Alpone, è stato fermato dai Carabinieri dopo una fuga di cinque chilometri: con sé aveva una replica modificata di una Beretta 92/SB. La pistola a salve era stata stata notata da alcuni cittadini che avevano dato l'allarme.

Nella tarda mattinata di martedì 6 maggio 2025, alcuni cittadini hanno notato per le vie di Tregnago un soggetto sospetto: dai pantaloni del giovane spuntava quella che sembrava essere un’arma da fuoco. Mantenendosi a distanza, hanno segnalato quanto stavano vedendo alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di San Bonifacio.

I Carabinieri di Tregnago, allertati immediatamente e supportati dai colleghi della Stazione di Badia Calavena, si sono precipitati sul posto. Giunti in zona, hanno individuato il sospetto, un 25enne residente a Monteforte d’Alpone, giunto a Tregnago per chiarire alcune questioni con la propria fidanzata. Alla vista dei militari, il giovane è salito rapidamente sulla propria auto ed è fuggito.

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È così iniziato un inseguimento durato circa cinque chilometri, che si è concluso nel territorio comunale di Cazzano di Tramigna. Le due pattuglie sono riuscite a bloccare il veicolo e il fuggitivo, che ha tentato un’ulteriore reazione violenta, cercando di sferrare calci e pugni. Il comportamento aggressivo è stato prontamente contenuto dai Carabinieri, che hanno arrestato il giovane per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Durante la successiva perquisizione personale, i militari hanno rinvenuto una pistola a salve in metallo, replica fedele della Beretta 92/SB, dotata di tappo rosso, risultato alterato. Secondo gli investigatori, il ragazzo avrebbe verosimilmente tentato di rimuoverlo per rendere l’arma ancora più realistica.

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Carabinieri Tregnago
La pistola a salve del 25enne fermato a Cazzano di Tramigna dopo la fuga partita da Tregnago

Questo particolare ha fatto scattare anche la contestazione del reato di porto di armi o oggetti atti ad offendere, in quanto l’arma, pur non letale, poteva comunque generare panico o intimidazione.

Nella mattinata di mercoledì 7 maggio, il giovane è comparso dinanzi al Tribunale di Verona, dove l’arresto è stato convalidato. Il procedimento penale a suo carico è stato rinviato al prossimo ottobre, quando si entrerà nel merito delle accuse.

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