Ancora un’aggressione in ospedale a Verona: arrestato un 45enne
Redazione
Un’altra aggressione in pronto soccorso all’ospedale di Verona Borgo Trento, in questo caso a farne le spese è stato un infermiere.
Nella scorsa notte, fra lunedì 19 e martedì 20 maggio, infatti la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino marocchino di 45 anni, per lesioni personali aggravate nei confronti di personale esercente una professione sanitaria e per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
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L’aggressione
Il 45enne, trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento intorno all’1 di notte, dopo essere stato trovato in stato di alterazione psicofisica a causa dell’abuso di alcolici, ha subito dato in escandescenze, assumendo un atteggiamento ostile nei confronti del personale sanitario.
Oltre ad accanirsi contro il divisorio in plexiglass della sala d’attesa triage, ripetutamente colpito con pugni e testate, il 45enne ha aggredito un infermiere intervenuto nel tentativo di calmarlo e di persuaderlo a sottoporsi alle cure necessarie.
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Quando gli agenti delle Volanti hanno raggiunto il pronto soccorso, subito dopo la segnalazione giunta alla centrale operativa della Questura, hanno individuato, poco oltre l’ingresso della sala d’attesa, l’uomo, che continuava a rivolgersi con atteggiamento violento e aggressivo nei confronti del personale ospedaliero. Nonostante svariati tentativi di opporsi, è stato accompagnato in questura e arrestato.
I ripetuti calci alle gambe e il colpo sul torace dovuto al lancio del cellulare da parte dell’aggressore, sono costati al paramedico quattro giorni di prognosi.
Al 45enne – irregolare sul territorio nazionale, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione – è stato contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto trovato in possesso di tre dosi di hashish.
Questa mattina il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha condannato l’uomo a due anni di reclusione, disposto la sospensione condizionale della pena e dato il nulla osta all’espulsione.
Si precisa che la responsabilità penale dell’arrestato sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.
Le reazioni
Gottardi (UIL FPL): «Personale sanitario sempre più esposto a rischi»
«Questa volta nessuno è riuscito a intervenire in tempo» dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FPL Verona, «e un operatore sanitario è stato aggredito. È un fatto gravissimo, che conferma quanto da tempo denunciamo: il personale sanitario è sempre più esposto a rischi inaccettabili».
«L’Azienda Ospedaliera si è attivata tempestivamente per garantire il supporto psicologico all’operatore aggredito, come avevamo richiesto da tempo: un segnale positivo, così come la presenza costante della Polizia di Stato nelle ore diurne e il pronto intervento, come accaduto sabato scorso».
«Tuttavia, restano ancora questioni irrisolte: la videosorveglianza, pur prevista, non è ancora operativa; manca una protezione notturna efficace, in un momento particolarmente delicato per la sicurezza del personale, e non si conosce lo stato di avanzamento della fornitura delle bodycam, annunciate mesi fa dall’Assessore Regionale Lanzarin. I lavoratori attendono risposte concrete e rapide».

Morgante (FdI): «Inasprite le pene»
«Esprimo profonda solidarietà e piena vicinanza al personale sanitario vittima dell’ennesima e inaccettabile aggressione» dichiara la deputata di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e valori non negoziabili del partito, Maddalena Morgante. «Medici, infermieri e operatori continuano a svolgere il proprio lavoro con dedizione e professionalità, spesso in condizioni difficili, esposti a rischi che vanno ben oltre la sfera sanitaria. Episodi come questo non possono essere tollerati ed è per questo che il governo Meloni ha inasprito le pene contro chi aggredisce il personale sanitario: il rispetto per chi si prende cura della nostra salute deve essere un valore condiviso, irrinunciabile e tutelato con fermezza».

Bigon (Pd): «Ennesimo episodio vergognoso»
«Siamo all’ennesimo, vergognoso episodio legato alle aggressioni nei luoghi della sanità pubblica. Nell’esprimere piena solidarietà e vicinanza all’infermiere rimasto ferito, è inevitabile ritenere che al momento non si è raggiunto ancora un livello adeguato di tutela della sicurezza per gli operatori sanitari. Un tema che obbliga Governo e Regione ad alzare ulteriormente la guardia con contromisure più efficaci». Il commento della consigliera regionale del Pd, Anna Maria Bigon.

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