Castelnuovo del Garda, uccide la compagna a coltellate: fermato un 41enne
Redazione
I Carabinieri della Compagnia di Pescheria del Garda hanno sottoposto questa notte a fermo un cittadino brasiliano di 41 anni, Douglas Reis Pedroso, poiché gravemente indiziato di avere accoltellato a morte, all’interno della propria abitazione in via Silvio Pellico a Castelnuovo del Garda, la compagna, Jessica Custodio de Lima Stapazzolo, nata anch’essa in Brasile, di 33 anni.
L’uomo, verso la mezzanotte, aveva chiamato i Carabinieri manifestando intenti suicidari, facendo così partire gli accertamenti verso di lui. A seguito delle sue informali ammissioni, è stato rinvenuto il cadavere di Stapazzolo nella casa di Castelnuovo. Il coltello è stato rinvenuto all’interno della sua vettura, mentre il braccialetto elettronico (che da mesi l’uomo aveva l’obbligo di indossare) risulta tolto, con ogni probabilità da Reis Pedroso stesso.

Reis Pedroso annovera una condanna per rifiuto dell’accertamento dello stato di ebbrezza. Dagli accertamenti, risulterebbe inoltre fare ricorrentemente uso di alcool e di stupefacenti, si trova già sottoposto a procedimento penale per numerose ipotesi di reato. Tra queste, maltrattamenti e lesioni volontarie ai danni della proprio della compagna (commessi tra l’agosto del 2024 e l’aprile del 2025), violenza sessuale ai danni della sorella della vittima, e infine condotte di resistenza e minaccia in danno dei Carabinieri intervenuti.
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Il 21 aprile scorso, i Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese lo avevano arrestato in flagranza di reato in quanto si era reso protagonista di un ennesimo episodio di violenza ai danni della vittima. In quell’occasione, l’aveva gettata a terra, trascinandola per i capelli sull’asfalto, colpendola con tre pugni al volto e infine colpendola ripetutamente al volto e al collo con la chiave della sua autovettura. Allora il Giudice, su richiesta di questa Procura, aveva convalidato l’arresto e applicato misura cautelare.
Dal 23 aprile allo stato attuale, quindi, l’uomo era sottoposto al divieto di avvicinamento alla compagna e ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, dovendosi mantenere a una distanza di almeno 500 metri. La misura vietava inoltre all’uomo di contattare con qualsiasi mezzo la persona offesa. Infine, era stato applicato il divieto di dimora nel Comune di Ponti sul Mincio (ovvero dove la donna era domiciliata).
Tuttavia, l’intervento congiunto di installazione dei dispositivi (il braccialetto elettronico per l’uomo e l’apposito apparato ricevitore alla donna) si era potuto concretizzare, a opera dei Carabinieri, solo il successivo 19 maggio.
Al momento del fermo, l’uomo è però stato trovato senza braccialetto elettronico, che i Carabinieri stanno attualmente ancora cercando, mentre l’apparato consegnato alla vittima è stato rinvenuto nascosto nel garage della abitazione della madre a Ponti Sul Mincio.
Sono in corso investigazioni per il rintraccio del braccialetto elettronico e per capire quando e dove l’uomo se ne sarebbe disfatto.
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