Caso Nocini, “indagine esplorativa” della Procura di Verona

Redazione

| 24/12/2025
L'Università di Verona collabora con i magistrati e ha avviato ulteriori verifiche interne. Intanto il senatore PD Crisanti ha presentato l’interrogazione parlamentare annunciata.

La vicenda di Riccardo Nocini finisce nelle mire della Procura della Repubblica. Quest’ultima avrebbe avviato “un’indagine esplorativa” sulle procedure che hanno portato alla nomina a professore ordinario a soli 33 anni del figlio dell’ex rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini.

L’Università di Verona collabora con i magistrati e per iniziativa della rettrice Chiara Leardini ha avviato ulteriori verifiche interne.

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Chiara Leardini - Rettrice Università di Verona
Chiara Leardini – Rettrice Università di Verona

Il nuovo comunicato stampa dell’Università di Verona

«L’Università di Verona continua ad affrontare con senso di responsabilità istituzionale il dibattito sul concorso per la chiamata da parte del dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili del dottor Riccardo Nocini a professore ordinario nel settore di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria» si legge nel comunicato diffuso oggi.

«L’Ateneo su impulso della Rettrice ha avviato ulteriori verifiche oltre a quelle formali e amministrative perché ha ben chiara l’importanza di procedure che siano fondate su buone pratiche e sulla tutela della reputazione della comunità accademica. Sta, inoltre, già collaborando a un’indagine esplorativa della Procura della Repubblica di Verona su cui vige il massimo riserbo».

«Qualora dovessero emergere nuovi elementi, l’Ateneo ne darà tempestiva comunicazione agli organi di informazione, affinché la posizione dell’Università di Verona continui a essere chiara e trasparente. Come precedentemente dichiarato abbiamo già condiviso tempestivamente la documentazione con chi l’ha richiesta con le modalità corrette» continua la nota.

«L’Ateneo ringrazia gli organi di stampa che hanno saputo cogliere con equilibrio il rapporto tra piano procedurale e piano sostanziale della vicenda e si augura che tale equilibrio continui a prevalere anche alla luce delle novità emerse. L’Università di Verona affronta anche questo passaggio forte del valore della propria storia, della reputazione costruita nel tempo e delle eccellenze scientifiche e formative che rappresentano un patrimonio da tutelare con determinazione e orgoglio per il nostro territorio».

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L’interrogazione parlamentare di Crisanti

Intanto il senatore del Partito Democratico Andrea Crisanti, microbiologo, ha – come annunciato – presentato un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini

«Riccardo Nocini è stato l’unico candidato al concorso indetto dall’Università veneta e, a soli 33 anni, è diventato professore ordinario di otorinolaringoiatria presso il Dipartimento che era stato diretto proprio dal padre Pier Francesco Nocini, poi diventato anche rettore dell’ateneo. L’ennesimo esempio di bando ad personam che non possiamo più accettare» è la ricostruzione di Crisanti.

«Per questo motivo – continua il senatore del PD – ho chiesto alla Ministra di verificare i requisiti di compatibilità tra la posizione del dottor Riccardo Nocini e quella del padre, sia quando era professore a contratto che quando è diventato professore ordinario, di verificare l’effettivo contributo del dottor Nocini relativamente a tutti gli articoli scientifici pubblicati (ben 242!), di inviare ispettori presso l’Università di Verona e, soprattutto, di sospendere in via precauzionale la sua nomina a professore ordinario».

«Non finisce qui: sappiamo benissimo che questo caso è solo la punta di un iceberg e di un malcostume diffuso, sul quale ci impegniamo a fare sistematica chiarezza. Per questo, dopo questa interrogazione presenteremo un disegno di legge con lo scopo di valutare i meccanismi delle procedure concorsuali della pubblica amministrazione» conclude il senatore Crisanti.

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