Caso Moussa Diarra, ieri il sopralluogo del perito balistico

Redazione

| 30/05/2025
Sopralluogo del perito balistico per ricostruire la traiettoria dei tre colpi esplosi dall’agente Polfer, indagato per eccesso colposo, mentre i familiari di Diarra parlano di omicidio volontario.

Dopo oltre sette mesi di indagini, si registra una svolta nel caso della morte di Moussa Diarra, il giovane migrante maliano di 26 anni ucciso la mattina del 20 ottobre alla stazione di Verona Porta Nuova da un agente della Polizia Ferroviaria, intervenuto in risposta a un’aggressione. Diarra era armato di coltello.

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Nella mattinata di giovedì 29 maggio, è stato effettuato un sopralluogo sul luogo dell’accaduto da parte dell’esperto balistico incaricato dalla Procura della Repubblica, che ha richiesto una perizia per ricostruire con esattezza la dinamica della sparatoria e la traiettoria dei tre colpi esplosi dall’agente con l’arma di ordinanza.

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Secondo fonti investigative, si tratta dell’ultimo accertamento tecnico previsto prima della conclusione dell’inchiesta. La chiusura formale potrà avvenire solo dopo il deposito dell’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza in zona piazzale XXV Aprile. Tuttavia, come già anticipato nei mesi scorsi dal procuratore Raffaele Tito, le immagini sarebbero di scarsa qualità.

L’agente è attualmente indagato per eccesso colposo di legittima difesa, ma i familiari di Moussa Diarra contestano questa versione e continuano a sostenere la tesi dell’omicidio volontario.

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