Bonus Facciate: sequestrati 4,6 milioni tra Verona e Vicenza, indagati due imprenditori scaligeri

di Matteo Scolari

| 10/03/2025
Truffa e autoriciclaggio: la Guardia di Finanza di Vicenza sequestra beni e crediti d’imposta legati a lavori mai eseguiti.

La Guardia di Finanza di Vicenza ha scoperto una vasta frode legata al Bonus Facciate, con un giro di crediti d’imposta fittizi per 4,65 milioni di euro. Il sequestro, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona, ha colpito tre società riconducibili a due imprenditori veronesi, ora indagati per truffa aggravata, indebita percezione di erogazioni pubbliche, tentata truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio.

L’inchiesta, che ha coinvolto direttamente anche la provincia di Verona, ha rivelato un sofisticato sistema fraudolento messo in atto tra il 2021 e il 2022. Tramite il meccanismo dello “sconto in fattura”, i due imprenditori hanno generato e ceduto crediti d’imposta falsi, sfruttando illecitamente i dati di 26 ignari proprietari di immobili. Gli interventi edilizi dichiarati non sono mai stati eseguiti, ma risultavano formalmente registrati su edifici situati non solo a Vicenza e Padova, ma anche nella stessa Verona.

Le indagini hanno evidenziato come le società coinvolte nella truffa fossero sconosciute ai proprietari degli edifici e come, in diversi casi, non esistessero contratti d’appalto firmati. Alcuni immobili risultavano addirittura mai appartenuti ai soggetti che avrebbero dovuto beneficiare del bonus. Anche nei pochi casi in cui un contratto risultava effettivamente stipulato, i lavori non erano mai stati eseguiti, con un’unica eccezione in cui l’intervento è stato realizzato solo parzialmente.

Guardia di Finanza - Verona
Foto d’archivio

I finanzieri del Gruppo di Vicenza, già nell’agosto 2023, avevano segnalato alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Verona crediti sospetti per 450.000 euro, bloccandone immediatamente la compensazione. Successive indagini hanno confermato la presenza di un sistema ben strutturato per generare crediti inesistenti, fino a portare alla richiesta di sequestro per l’intero ammontare del valore fittizio.

Oltre alla frode sui crediti d’imposta, gli investigatori hanno scoperto un autoriciclaggio per circa 500.000 euro, denaro derivante dalla monetizzazione dei crediti fittizi e reimpiegato in attività economiche riconducibili agli stessi imprenditori veronesi.

La vicenda rappresenta un ulteriore caso di truffa nel settore edilizio che colpisce anche il territorio scaligero, dimostrando come il fenomeno delle frodi sui bonus fiscali si sia diffuso in tutta Italia. L’operazione della Guardia di Finanza, con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria di Verona, conferma l’attenzione costante verso le truffe che sottraggono risorse pubbliche destinate a famiglie e imprese.

Si ribadisce che, in conformità con il principio della presunzione di innocenza, gli indagati saranno considerati colpevoli solo in caso di condanna definitiva, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione Italiana.

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