Aggressione in pronto soccorso: solidarietà e appelli dai sindacati e dall’Ordine dei Medici

Redazione

| 03/02/2025
Dopo l’ennesima aggressione a medici e infermieri, sindacati e Ordine dei Medici chiedono misure urgenti, tra cui un presidio di polizia h24 e maggiori controlli in ospedale.

L’ennesima aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica al Pronto Soccorso dell’ospedale Borgo Trento di Verona riaccende il dibattito sulla sicurezza del personale sanitario, sempre più spesso vittima di episodi di violenza. L’attacco, che ha coinvolto un medico e tre infermieri, ha suscitato una reazione unanime da parte delle istituzioni e delle sigle sindacali, che chiedono interventi immediati per prevenire simili episodi.

L’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Verona condanna fermamente l’accaduto, sottolineando come la violenza contro i sanitari sia ormai una tendenza preoccupante, da affrontare con un mix di repressione e prevenzione. La Cisl Fp Verona esprime solidarietà alle vittime e denuncia l’assenza di misure efficaci di tutela, ribadendo la necessità di ripristinare un presidio fisso di polizia all’interno del Pronto Soccorso per garantire maggiore deterrenza e interventi tempestivi.

Anche il sindacato Nursing Up Veneto interviene con forza, chiedendo l’estensione della copertura oraria del posto di polizia a 24 ore su 24 e maggiori controlli per evitare l’ingresso di soggetti potenzialmente pericolosi nelle aree riservate. Inoltre, sollecita il personale sanitario a segnalare ogni episodio di violenza, affinché il fenomeno emerga in tutta la sua gravità e si possa adottare una strategia di prevenzione più efficace.

Fp Cgil di Verona rincara la dose: «Con disarmante freddezza guardiamo l’epilogo della sanità pubblica e ci si accorge che molti segmenti di distruzione, del più avanzato sistema sanitario al mondo, si stanno combinando. La sanità pubblica ha bisogno di essere sostenuta se no Ippocrate muore. Ma è proprio il sostenerla che si sta inabissando abbandonando il sistema su più punti».

L’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, dopo la cerimonia d’intitolazione al Professor Gianni Mastella dell’Uoc di Fibrosi cistica, ha visitato oggi, all’Ospedale Borgo Trento di Verona, il Pronto Soccorso: «Oggi ho voluto portare la mia vicinanza a tutto il personale del Pronto Soccorso, di fronte all’ennesimo fatto grave che ha messo a dura prova i lavoratori in camice. Questi fatti che si perpetuano nei nostri Pronto Soccorso vanno condannati e perseguiti con la massima severità, mettendo in campo anche azioni a tutela del personale in ottica di sistema. Penso all’applicazione dell’innovazione con l’introduzione di dispositivi come braccialetti elettronici, body cam e formazione continua del personale, ma anche al dialogo continuo con le Forze dell’Ordine e le Prefetture».

Callisto Marco Bravi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, ha aggiunto: «Ringrazio l’assessore che oggi è venuta a dare solidarietà al personale del Pronto Soccorso dopo l’episodio sconcertante di sabato notte, che dimostra come a volte non bastano nemmeno la sedazione e le Forze dell’Ordine. Un evento che ha colpito il nostro personale sanitario che, incolpevole, si è trovato a fronteggiare una situazione di disagio e di rischio. Abbiamo finora adottato tutte le misure possibili a tutela di medici, infermieri e Oss, ma alzeremo ancora di più la guardia con la possibilità di corsi personali di difesa. Per il sereno svolgimento del proprio lavoro di assistenza è fondamentale avere sicurezza. Ringrazio tutto il personale Aoui che sta facendo il massimo su tutti i fronti, ma per quanto riguarda questi episodi è importante coinvolgere anche le istituzioni esterne all’ospedale. Su questo, l’assessore Lanzarin ci ha assicurato sull’impegno a fare sistema a livello regionale, a livello provinciale abbiamo immediatamente fissato un incontro operativo con la Questura che si terrà a breve».

LEGGI ANCHE: Premio Radio Adige TV 2026: ecco i vincitori

Solidarietà dall’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona

Il presidente Alfredo Guglielmi e tutti i consiglieri dell’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona «condannano fermamente l’atto di violenza avvenuto nel Pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento e ribadiscono la loro piena solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario coinvolto. Un ringraziamento particolare va anche alle forze dell’ordine per l’intervento tempestivo che ha permesso di ripristinare l’ordine e garantire la sicurezza di tutti».

«Purtroppo, episodi come quello appena accaduto non sono isolati», dichiara il presidente Guglielmi. «La violenza contro il personale sanitario è un fenomeno che sta diventando sempre più frequente nei nostri ospedali e nei nostri ambulatori. Questo atto non rappresenta un singolo episodio, ma una preoccupante tendenza che deve essere affrontata con urgenza. È essenziale che la società riconosca la gravità del problema, non solo dal punto di vista delle punizioni per gli aggressori, per le quali la recente introduzione della legge che inasprisce le pene è un passo importante, ma anche con un impegno collettivo volto alla prevenzione di tali episodi».

Pronto soccorso ospedale Borgo Trento Verona Aoui
Il pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento a Verona

LEGGI LE ULTIME NEWS

L’Ordine dei Medici di Verona sottolinea la necessità di una collaborazione più forte tra le istituzioni, le forze dell’ordine e le strutture sanitarie per proteggere chi lavora quotidianamente per la salute della collettività. «Non possiamo limitare l’azione alla sola repressione dei comportamenti violenti, ma dobbiamo impegnarci anche nella creazione di ambienti di lavoro più sicuri per tutti i professionisti della salute. È fondamentale sviluppare misure preventive, formare il personale e sensibilizzare i cittadini sull’importanza del rispetto nei confronti di chi si prende cura della loro salute, e che il disagio che talvolta provano nelle lunghe attese al Pronto soccorso non è imputabile ai medici, sottoposti ad un enorme carico di lavoro», afferma Guglielmi.

«Il nostro impegno», conclude il presidente, «sarà costante nella difesa dei diritti dei medici e dei professionisti sanitari, affinché possano operare in un ambiente di lavoro privo di violenza, dove la sicurezza sia garantita per tutti, e affinché episodi come quello verificatosi non si ripetano mai più. Solo lavorando insieme, in modo sinergico, potremo ridurre il rischio di aggressioni e garantire un servizio sanitario che funzioni in modo sereno, efficiente e sicuro per tutti».

LEGGI ANCHE: Maltempo sul Veronese: criticità per la viabilità in Lessinia

Cisl: «Chiediamo interventi immediati e concreti»

La piena solidarietà di Cisl Fp Verona va al medico e ai tre infermieri dell’ospedale Borgo Trento di Verona, ennesime vittime di un’aggressione avvenuta la scorsa notte.

Il grido di allarme, lo continua a lanciare Giovanni Zanini, della CISL FP Verona: «Basta aggressioni nei Pronto Soccorso, negli ospedali e tra le corsie. Ora possiamo parlare di “atto voluto” in quanto, sembra  non si riesca a contrastare, prevenire il fenomeno. Un paziente, si presume, in stato confusionale, ha attaccato il personale sanitario e danneggiato la struttura. Un comportamento di inciviltà inaccettabile.  Minuti di panico, ma che per il personale si trasformano in un trauma psicologico non facilmente processabile. Come possiamo pretendere che i professionisti della salute prendano in carico le persone in difficoltà, quando gli stessi operatori sono dimenticati da chi governa i processi della sicurezza. Dov’è lo Stato?».

Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL Fp Verona.
Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL Fp Verona.

La Cisl Fp di Verona, nelle lettere pubbliche, attraverso carta stampata e televisione, da anni e a più riprese ha «chiesto il ripristino del Posto di Polizia di Stato all’interno del pronto soccorso con la presenza di agenti in divisa quale deterrente alle aggressioni».

«Si sarebbe potuto evitare il peggio intervenendo preventivamente con l’isolamento della persona alterata. Assistiamo ormai a un bollettino pressoché quotidiano di aggressioni negli ospedali scaligeri: è necessaria la massima severità nei confronti di chi governa i processi. Apprezziamo le nuove normative circa l’agire al posto evento, auspicando che vengano applicate con rigore, se necessario estendendo le stesse a regolamenti ancora più restrittivi ma ancor di più ci dobbiamo concentrare sulla prevenzione. Al Sindaco di Verona, responsabile della sanità, al Prefetto, al Questore oltre che alla dirigenza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, un appello ad un intervento immediato e concreto per fare in modo che episodi del genere non accadano più». 

LEGGI ANCHE: Riqualificazione piazzetta Bra’ Molinari, promossa o bocciata?

Le parole del sindacato Nursing Up Veneto

A seguito dell’ultimo episodio di aggressione al pronto soccorso di Borgo Trento, il sindacato Nursing Up Veneto torna a porre con forza il tema della sicurezza in ospedale, puntando sulla prevenzione, sulla necessità di tutelare adeguatamente il personale che sta operando a garanzia della salute pubblica e sulla protezione dell’incolumità di lavoratori e lavoratrici.

Due le azioni urgenti che Nursing Up Veneto ha chiesto ad AOUI con una lettera inviata ieri. Fondamentale il «rafforzamento orario del Posto di polizia», che, attualmente, funziona dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14. Il sindacato chiede di «portare il Posto di polizia a una copertura a 24 ore per tutto l’arco della settimana. Questo per effettivi interventi in caso di bisogno ma anche a scopo di deterrenza per chi mostrasse segni di alterazione o maleducazione».

Lorella Vidori coordinatrice provinciale Nursing Up Verona
Lorella Vidori coordinatrice provinciale Nursing Up Verona

In tal senso, andrebbe previsto che il soggetto «già esagitato e non collaborativo» che arriva in vario modo all’ospedale (condotto tramite ambulanza, dalle forze dell’ordine o familiari) fosse «segnalato in via preventiva anche all’agente di turno. Si chiede, inoltre, che le forze dell’ordine che intervengono sul territorio e che successivamente accompagnano il paziente agitato o violento all’interno del pronto soccorso, lascino i locali solo quando il contesto sia sicuro per il personale sanitario».

In secondo luogo, è accertata la necessità di «porre un filtro più efficace nell’accesso alle aree di osservazione per evitare l’ingresso di persone non autorizzate».

Nursing Up, tramite la referente aziendale Alessia Turchetti  e la referente provinciale Lorella Vidori, ricorda a tutto il personale: «L’importanza di segnalare alla direzione aziendale, tramite l’apposita procedura, tutte le forme di aggressione anche minimali subite (verbali e fisiche) a danno di lavoratrici e lavoratori; alla luce dell’inasprimento delle pene per chi compie atti di violenza o minaccia all’interno delle strutture sanitarie e nella convinzione che sia necessario far emergere il fenomeno in tutta la sua gravità, denunciarlo e stigmatizzarlo per mettere in atto tutti i possibili strumenti di prevenzione».

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!