Aggressione in pronto soccorso a Verona: un arresto e una denuncia

Segnalato un nuovo episodio di violenza contro gli operatori sanitari a Verona. Due individui sono stati arrestati dopo aver aggredito il personale del pronto soccorso di Borgo Trento.

Una persona è stata arrestata e un’altra è stata denunciata dopo aver aggredito il personale sanitario del pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento, a Verona.

Gli episodi sono avvenuti nella serata di venerdì scorso, ma sono stati resi noti solo oggi, con una segnalazione del sindacato Uil Fpl di Verona. Secondo le prime ricostruzioni, due pazienti – portati al pronto soccorso per ferite superficiali dovute a una rissa – hanno agito in modo aggressivo nei confronti degli infermieri, anche mettendo loro le mani al collo e colpendoli con calci, pugni e schiaffi.

Chiamate le forze dell’ordine, gli aggressori sono stati fermati sul posto e uno è stato arrestato in flagranza, grazie all’applicazione del decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, che introduce misure più severe contro le aggressioni al personale sanitario. Le autorità stanno ora investigando sulle dinamiche precise dell’accaduto.

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Secondo quanto riporta l’Ansa, la giornata era stata segnata da lunghi tempi di attesa a causa di un blocco del sistema informatico, problema ben noto – quello delle criticità del sistema informatico ospedaliero in funzione da un anno e mezzo – e recentemente tornato alle cronache per le proteste degli stessi medici.

Dichiara il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, Callisto Marco Bravi: «I due infermieri colpiti venerdì da due pazienti sono tornati regolarmente in servizio e i responsabili dell’aggressione, fortunatamente, arrestati in flagranza di reato dalla Polizia. Cominciamo a vedere gli effetti della nuova normativa a difesa dei sanitari, ma ciò non toglie che in alcun modo si possono tollerare azioni di questo tipo nei confronti di chi sta svolgendo il proprio compito in prima linea nell’emergenza-urgenza».

«Come è noto, l’utenza più problematica è nei Pronto Soccorso e nelle Psichiatrie – aggiunge Bravi -, ma in Aoui non sottovalutiamo nessun episodio contro i sanitari perché non devono far parte dei rischi del mestiere di medico, infermiere, Oss e amministrativi. Per questo siamo da tempo attivi con molte misure per la difesa personale dei dipendenti. Dalle telecamere alla formazione del personale, fino al protocollo interno per assistere i dipendenti nelle denunce in caso di aggressioni».

Callisto Marco Bravi, direttore dell'Aziende ospedaliera universitaria integrata di Verona
Callisto Marco Bravi, direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona

«Il nostro dipartimento del Personale sta anche valutando alcuni nuovi strumenti presenti sul mercato, ma al momento non sono ancora state trovate soluzioni apprezzabili. Aggiungere modalità innovative di difesa personale è nostra intenzione e siamo aperti alle proposte e alla collaborazione con i rappresentanti sindacali, purché si tratti di soluzioni realizzabili e nel rispetto delle normative di tutela della privacy. Ringrazio la Polizia che è prontamente intervenuta potendo così applicare la flagranza prevista dalle recenti disposizioni normative» conclude Bravi.

Stefano Gottardi, della Uil Fpl Verona, ha spiegato: «Una coincidenza ha voluto che il servizio di vigilanza della Polizia di Stato fosse terminato alle 16, lasciando il Pronto Soccorso senza sorveglianza. È stato in quel momento che la situazione è degenerata in violenza fisica. Nonostante il pronto soccorso sia riuscito a gestire l’emergenza senza gravi traumi per il personale, rimangono i timori per la sicurezza degli operatori, che continuano a vivere sotto la costante minaccia di nuovi episodi di violenza».

Uil Fpl Verona ha poi sollecitato un intervento urgente alla Direzione Aziendale, chiedendo di «rafforzare la presenza delle forze dell’ordine all’interno dei due pronto soccorso cittadini». È stata inoltre richiesta l’adozione di un protocollo operativo per la gestione degli atti di violenza fisici e verbali ai danni degli operatori sanitari, con una presa in carico adeguata delle vittime.

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I due interventi della Polizia di Stato

È stato arrestato dalla Polizia di Stato di Verona il giovane che venerdì sera, dopo aver denunciato di essere stato vittima di una presunta rapina in piazzale XXV Aprile a opera di un gruppo di soggetti di etnia nordafricana, ha aggredito il personale sanitario in servizio all’Ospedale di Borgo Trento che stava cercando di medicarlo e i poliziotti presenti presso il nosocomio.

Gli agenti delle Volanti sono intervenuti intorno alle 20.15 di venerdì scorso presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento, a seguito della segnalazione, da parte del personale sanitario, di un giovane molesto all’interno della struttura ospedaliera.

Nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine, il ragazzo ha continuato a mantenere un atteggiamento violento, scagliandosi contro un infermiere e stringendogli le mani intorno al collo, tanto da causargli una distorsione del rachide cervicale con una prognosi di 7 giorni.

Il ragazzo ha poi proseguito con la sua condotta verbalmente e fisicamente aggressiva, impedendo agli operatori sanitari di procedere con gli accertamenti medici, nonché sputando ed inveendo contro gli agenti intervenuti e mordendo il dito di uno di loro.

Il giovane aggressore – un cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale, sprovvisto di documenti di identificazione e già noto alle Forze dell’ordine per precedenti di polizia per delitti contro il patrimonio, contro la P.A. e in materia di immigrazione – ha dichiarato agli operatori di essere minorenne. Tuttavia, gli accertamenti AFIS (acronimo di Automated Fingerprint Identification System, ovvero Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte) espletati dai poliziotti hanno consentito di risalire al codice univoco di identificazione del soggetto e di appurare che nello scorso mese di aprile il giovane era stato sottoposto all’esame radiologico RX del polso sinistro, nel reparto di radiologia pediatrica dell’Ospedale De Marchi di Milano. Tale accertamento medico aveva consentito di constatare che la sua maturazione scheletrica era compatibile con un’età anagrafica di 19 anni.

Gli esami medici hanno, inoltre, consentito di appurare che al momento dell’aggressione il giovane era sotto l’effetto di cannabinoidi e cocaina.

Al termine degli accertamenti, pertanto, il ragazzo è stato arrestato per lesioni personali a personale esercente una professione sanitaria e per violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale. Sabato mattina il giudice ha convalidato l’arresto.

Sempre nello stesso pomeriggio, un cittadino marocchino di 26 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato per lesioni al personale esercente una professione sanitaria e per false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale sulla propria identità.

Il giovane, visibilmente agitato ed in stato di alterazione psicofisica, intorno alle 19.20 ha aggredito un infermiere, colpendolo con dei calci sulla gamba e cercando di colpirlo con un pugno al volto. Soltanto il tempestivo intervento degli agenti delle Volanti ha consentito di interrompere la condotta aggressiva dell’uomo.

La solidarietà delle istituzioni

Il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha dichiarato: «Esprimo piena solidarietà al personale sanitario dell’ospedale Borgo Trento di Verona, vittima di un’aggressione ingiustificabile mentre svolgeva il proprio lavoro. Episodi come questo sono gravi e da condannare con fermezza. Grazie alle forze dell’ordine per il loro intervento. A tutto il personale sanitario va il nostro ringraziamento per l’impegno quotidiano, anche in situazioni difficili, a servizio della collettività».

Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati
Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati

È intervenuto così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia: «Condanno con assoluta fermezza l’episodio di violenza avvenuto venerdì scorso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento a Verona. È inaccettabile che chi dedica la propria vita alla cura e al soccorso degli altri debba trovarsi a fronteggiare atti di violenza, mentre svolge il proprio dovere con professionalità e dedizione».

«Esprimo piena solidarietà agli operatori sanitari coinvolti, ai quali va il mio sostegno e il ringraziamento di tutta la comunità veneta. Episodi come questi non solo feriscono fisicamente le vittime, ma colpiscono la dignità e la sicurezza dell’intero sistema sanitario. Lavoriamo ogni giorno per migliorare i nostri servizi di assistenza e tutela della salute dei cittadini, e non tollereremo che tali gesti violenti minino la serenità e la sicurezza degli operatori» ha aggiunto il Presidente.

Zaia ha infine sottolineato l’importanza del nuovo decreto-legge contro le aggressioni al personale sanitario, applicato dalle forze dell’ordine nell’arresto degli aggressori. «Ribadiamo il nostro impegno nel garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutto il personale sanitario. È essenziale che la legge intervenga con severità contro chi mette a rischio la sicurezza dei nostri ospedali e dei suoi lavoratori. La normativa va applicata con il massimo rigore e, se necessario, anche inasprita per garantire protezione totale agli operatori che quotidianamente si occupano della salute dei cittadini».

Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza esprime «solidarietà a tutto il personale del Pronto Soccorso di Borgo Trento, medici, infermieri, operatori socio-sanitari, dopo il grave episodio di violenza di cui sono stati vittima venerdì sera. Purtroppo non è il primo, vediamo sempre più casi di aggressioni negli ospedali e nei Ps, un fenomeno drammatico e non aiuta a placarlo sia il grave deficit di sicurezza che vive in generale Verona, che i sovraffollamenti dei Ps medesimi».

«È chiaro – continua Bozza – che bisogna intervenire sia in termini di presidio fisso delle forze dell’ordine, e nell’ultimo ddl sicurezza Forza Italia ha inserito una norma al riguardo, che sgravando i pronto soccorso di utenza, sviluppando la medicina territoriale».

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L’appello della Uil Fpl Verona

«In un momento storico in cui si parla tanto di carenza di personale e di motivazione dei lavoratori, un episodio come questo dimostra quanto sia urgente un cambiamento radicale nelle politiche di sicurezza sul lavoro per il personale sanitario», conclude Gottardi della Uil Fpl. «Serve un segnale forte e chiaro, altrimenti ogni parola rimarrà solo una promessa vuota».

Uil Fpl Verona chiede «un impegno concreto e tempestivo da parte delle istituzioni per garantire la sicurezza dei lavoratori della sanità, che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per garantire la salute della comunità».

Stefano Gottardi, Segretario Generale Uil Fpl Verona
Stefano Gottardi, Segretario Generale Uil Fpl Verona

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