Aggressione all’ospedale di Legnago, i medici: «Chiediamo misure concrete»
Redazione
L’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona esprime «la più ferma condanna per l’episodio di violenza avvenuto nelle scorse ore al Pronto soccorso dell’Ospedale di Legnago», dove un medico è stato vittima di un’aggressione durante il proprio turno di servizio.
«Siamo profondamente indignati per quanto accaduto», dichiara il presidente Alfredo Guglielmi, «e desideriamo manifestare piena solidarietà e vicinanza alla collega coinvolta, a tutto il personale sanitario e alla direzione dell’ospedale. Questi episodi non sono più tollerabili: chi dedica la propria vita alla cura degli altri non può e non deve lavorare nella paura».
L’Ordine ribadisce che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un diritto irrinunciabile, soprattutto in contesti delicati come quelli dell’emergenza-urgenza, dove il personale sanitario opera con professionalità e spesso in condizioni di forte stress.
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«Chiediamo con forza che vengano adottate misure concrete e immediate per garantire la sicurezza degli operatori sanitari», prosegue il presidente, «e rinnoviamo l’appello alle istituzioni affinché questi atti vengano perseguiti con la dovuta severità. La violenza contro i medici e il personale sanitario è un attacco all’intero sistema di cura e al diritto dei cittadini di ricevere assistenza in un ambiente sicuro e rispettoso».
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Uil Fpl Veneto: «Ci aspettiamo risposte chiare e impegni concreti dalla politica regionale»
«Non possiamo più accettare che i nostri operatori sanitari siano quotidianamente esposti a episodi di violenza e rischio personale mentre svolgono il loro dovere di cura verso i cittadini. È urgente che la politica e le istituzioni mettano la sicurezza del personale sanitario in cima all’agenda, perché senza tutela degli operatori non c’è sanità che possa reggere», dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FPL Veneto.
Non si tratta di un caso isolato: meno di dieci giorni fa, il 30 agosto, sempre all’ospedale di Legnago, un altro paziente aveva creato momenti di vero terrore tra personale e degenti, arrivando a lanciare un estintore contro un tecnico e a devastare interi reparti. Solo l’intervento dei Carabinieri – costretti persino a utilizzare il taser – ha permesso di contenere la situazione.
Anche per questi due gravi episodi, accaduti in un così breve arco di tempo nello stesso Pronto Soccorso, la UIL FPL Veneto ribadisce la necessità di:
- introdurre sistemi di sorveglianza attiva nei Pronto Soccorso;
- garantire presidi di sicurezza costanti a tutela di operatori e pazienti;
- riconoscere concretamente il rischio professionale che i sanitari affrontano ogni giorno.
«I nostri operatori sono un bene prezioso per la comunità. Non devono essere lasciati soli davanti alla violenza – conclude Gottardi –. Ci aspettiamo risposte chiare e impegni concreti dalla politica regionale. La sicurezza della sanità veneta non può più aspettare».
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