Addio Senatur, è morto Umberto Bossi

di Matteo Scolari

| 19/03/2026
Il fondatore della Lega Nord è scomparso oggi all'età di 84 anni. La notizia diffusa in serata.

Umberto Bossi è morto. Il fondatore della Lega Nord si è spento oggi, 19 marzo 2026, a 84 anni, nella sua Varese. Con lui scompare uno dei protagonisti assoluti della politica italiana degli ultimi decenni, capace di dividere, provocare e cambiare profondamente il dibattito pubblico.

Per milioni di italiani è stato semplicemente il “Senatùr”, voce ruvida e inconfondibile di un Nord che chiedeva più autonomia. Per altri, un leader controverso, simbolo di una stagione politica segnata da rotture radicali e linguaggi mai visti prima nelle istituzioni.

Bossi non è stato solo un politico: è stato un fenomeno politico. Partito da piccole realtà autonomiste negli anni ’80, riuscì a costruire un movimento capace di entrare nel cuore della crisi della Prima Repubblica. Con la nascita della Lega Nord trasformò il malcontento in consenso, intercettando un elettorato che non si riconosceva più nei partiti tradizionali travolti da Tangentopoli.

Negli anni ’90 portò al centro della scena parole fino ad allora marginali: federalismo, autonomia, identità territoriale. Ma fu anche il tempo delle sfide più radicali, come la proclamazione della Padania nel 1996, gesto simbolico che segnò l’apice della sua linea secessionista e che divise profondamente l’opinione pubblica.

Col passare degli anni, Bossi seppe adattarsi. L’alleanza con Silvio Berlusconi lo portò al governo, dove tentò di tradurre in riforme concrete le sue battaglie storiche. Il federalismo divenne il suo obiettivo politico centrale, inseguito per tutta la carriera.

La sua parabola cambiò nel 2004, quando fu colpito da un grave ictus. Da quel momento, la sua presenza pubblica si fece più fragile, fino al passo indietro del 2012. Ma anche lontano dalla guida del partito, Bossi non ha mai smesso di essere un simbolo, una figura identitaria per la base leghista.

Negli ultimi anni aveva assistito alla trasformazione della Lega, diventata partito nazionale sotto Matteo Salvini. Un cambiamento profondo, che segnava la distanza tra la nuova fase e le origini del movimento costruito dal “Senatùr”.

Con la morte di Umberto Bossi si chiude un’epoca. La sua eredità resta incisa nella politica italiana: nel linguaggio diretto, nelle battaglie per l’autonomia, nella rottura degli schemi della Prima Repubblica.

Figura divisiva, certo. Ma anche, nel bene e nel male, uno degli uomini che più hanno cambiato la politica italiana contemporanea.

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