Giallo della 79enne scomparsa da Porto di Legnago: indagano i Carabinieri

Redazione

| 30/04/2025
La Procura di Verona apre un fascicolo d’indagine a carico di ignoti per istigazione al suicidio. Interrogativi su alcune sue frequentazioni. Non si hanno più notizie di Clara Rossignoli dallo scorso 11 aprile.

La Procura di Verona vuole vederci chiaro sulla scomparsa di Clara Rossignoli, di 79 anni, da Porto di Legnago. Non si hanno più sue notizie dallo scorso 11 aprile. Per questo è stato aperto un fascicolo d’indagine, a carico di ignoti per istigazione al suicidio.

I familiari avevano fatto sapere di essere convinti che non si sarebbe mai allontanata di casa volontariamente. La donna viveva con i parenti, ma frequentava spesso un bar nella frazione di Porto di Legnago.

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Le indagini dei Carabinieri

La scomparsa di Clara Rossignoli è stata denunciata dalla figlia il 14 aprile scorso, data dalla quale sono state avviate le ricerche dell’anziana donna. Viveva con il nipote e altri familiari, frequentava abitudinariamente la sua tabaccheria e il suo bar preferiti, e non aveva mai manifestato intenti suicidi, secondo quanto riferito ai Carabinieri.

Dalle prime ricostruzioni, la donna si sarebbe allontanata dalla sua abitazione nelle prime ore del mattino del giorno 11 aprile, così come dichiarato dai conviventi e da alcune persone che affermano di averla vista l’ultima volta proprio nella serata precedente.

La visione delle telecamere di sorveglianza, le dichiarazioni dei testimoni, le specifiche ricerche e battute condotte nell’ambito del piano per la ricerca delle persone scomparse attivato dalla Prefettura di Verona con il concorso dei Vigili del Fuoco e della protezione civile non hanno fatto sinora emergere alcun elemento utile al suo rintraccio.

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In particolare, anche le attività di positioning e l’esame del suo traffico telefonico non hanno fornito indicazioni di rilievo, poiché le utenze e il cellulare a lei in uso erano spenti già dal 9 aprile, due giorni prima della sua scomparsa. Di fatto, il telefono non ha mai agganciato alcuna cella dopo l’allontanamento da casa, privando le ricerche della possibilità di un più significativo punto di partenza o di passaggio.

Tutte le attività svolte hanno fatto emergere un’importante mole di dati e di informazioni, non sempre concordanti, sia in ordine ad una asserita frequentazione amorosa con un uomo anziano della zona (già identificato, ma che ha smentito la relazione) sia a presunte e generiche amicizie con gli avventori del bar, sui quali nessuno, sia tra i familiari sia tra i conoscenti, è stato in grado di fornire concreti elementi.

Anche l’analisi della documentazione bancaria della donna non ha fornito elementi utili, non essendovi alcun movimento effettuato dopo la data della scomparsa.

Sul punto, nell’ambito del piano di ricerca delle persone scomparse, ancora attivo e nel cui ambito si stanno pianificando le ulteriori azioni, sono state battute le possibili vie di allontanamento, controllando anche il fiume Adige e le aree ad esso adiacenti.

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Le frequentazioni al bar

La vicenda è seguita in questi giorni dalla trasmissione di RaiUno “Storie italiane”, condotta da Eleonora Daniele. Nella puntata del 29 aprile e poi in quella di oggi, si è discusso di alcune strane frequentazioni della donna. Secondo alcuni conoscenti e famigliari qualche malintenzionato potrebbe aver approfittato di lei e della sua ricerca di affetto.

Lo scorso primo aprile, su Facebook, aveva pubblicato la foto con un uomo e la didascalia “mio nipote”, ma tale non era. L’uomo, raggiunto al telefono dall’inviata di “Storie italiane”, ha spiegato che la donna voleva pubblicare la foto probabilmente per attirare attenzioni.

Alcuni conoscenti hanno detto che «era giù di corda» e agitata negli ultimi giorni in cui l’hanno vista.

In caso di emergenza, chiama il 118. Se ci sono amici o conoscenti con pensieri suicidi si può chiamare il Telefono amico allo 02 2327 2327, tutti i giorni dalle 10 alle 24.

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