Fondazione Arena: Gasdia nominata dal Ministero, in contrasto con il Comune
La decisione è stata presa questa notte, nella tarda serata del 2 marzo, dal Consiglio di indirizzo di Fondazione Arena, a maggioranza, contro il parere del Sindaco e dei consiglieri da lui nominati (Marilisa Allegrini e Stefano Soso). Il nome da inviare al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per la ratifica a nuovo Sovrintendente è l’uscente Cecilia Gasdia.
Gasdia è passata con i quattro voti dei consiglieri in quota a ministero (Serena Cubico), Regione Veneto (Federico Pupo), Camera di Commercio (il suo presidente Giuseppe Riello), e Cattolica Assicurazioni (l’ad Samuele Marconcini). Niente da fare, quindi, per il nome proposto dal presidente Damiamo Tommasi, Lyndon Terracini, né per l’altro nome in ballo, Maurizio Roi.
Da giorni prosegue lo scontro all’interno della Fondazione sulla spinosa questione del nuovo Sovrintendente. «Quanto accaduto è un fatto gravissimo e non credo sia un buon inizio – aveva precisato nei giorni scorsi il sindaco Damiano Tommasi -. Le motivazioni che hanno accompagnato il voto contrario le ritengo decisamente poco strutturate considerando anche il fatto che mi è stato impedito di procedere prima di oggi con la manifestazione d’interesse motivando con la necessità che a provvedere fosse il nuovo Consiglio».
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AGGIORNAMENTO ORE 18. Il Ministero conferma la nomina di Gasdia
«Il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, ha nominato la professoressa Cecilia Gasdia Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, in seguito alla proposta, deliberata a maggioranza dal Consiglio di Indirizzo dell’ente, nella seduta del 2 marzo 2023» si legge nella nota ufficiale pubblicata alle 17.43 di oggi. «L’incarico avrà durata fino alla naturale scadenza del Consiglio di indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica, nel 2028».

La nota del Coordinamento Damiano Tommasi Sindaco
Dal Coordinamento Damiano Tommasi Sindaco arriva una nota: «La decisione sconcerta e preoccupa. Essa è il segno della resistenza opposta dagli interessi più conservatori della nostra città al vento di rinnovamento portato dalla nuova amministrazione. Si tratta della coerente conclusione di un percorso iniziato settimane fa dalla Camera di commercio di Giuseppe Riello, che ha voluto spostare la discussione su un piano politico, schierandosi aprioristicamente per l’attuale Sovrintendente, prima di qualsiasi confronto di merito con il Sindaco e gli altri soci».
«Allo stesso modo, stupisce la scelta di Generali-Cattolica Assicurazioni, istituto di dimensioni e respiro finanziario europeo e non locale, che ha finito per avallare le scelte dell’altro socio privato in modo acritico ed istituzionalmente discutibile. Più scontate, anche se non giustificabili, le posizioni del Governo e della Regione, politicamente ostili all’attuale amministrazione veronese».
«La proposta a Sovrintendente di Lyndon Terracini, fatta dal Sindaco, ha avuto il senso di promuovere per Fondazione Arena una nuova stagione gestionale nel segno dell’internazionalità, della innovazione delle proposte culturali, della promozione dell’opera veronese nel mondo, di professionalità garantite nei ruoli specifici dell’azienda – Sovrintendenza e Direzione artistica – con personalità distinte di altissimo livello».
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«La conferma di questa esigenza strutturale della Fondazione era stata individuata già dalla precedente amministrazione: Cecilia Gasdia era stata destinata nel 2017 dal Sindaco Sboarina alla Direzione artistica, non alla Sovrintendenza, ruolo che assunse solo dopo la mancata ratifica, da parte del ministero, per l’insussistenza dei titoli, di Gianfranco De Cesaris».
«L’attuale Sovrintendente ha finito invece per accentrare in sé tutti i ruoli apicali, con risultati che sono apparsi inadeguati sotto diversi profili: sul piano artistico, per il repertorio ripetitivo e scontato e le prestazioni degli artisti inficiate dall’intasamento del calendario causato dagli spettacoli dell’Extralirica; sul piano economico, per la mancata presentazione di un piano di risanamento della pesante situazione debitoria; per l’inadeguata promozione dell’ente all’estero; per i successi contabili derivanti dai generosi proventi elargiti dallo Stato come “ristori” nel periodo della pandemia e per la disastrosa gestione delle relazioni sindacali; sul piano giudiziario, per l’inerzia dimostrata dopo la recente pesantissima inchiesta della Guardia di finanza e della Direzione Antimafia di Venezia riguardante il sospetto di sovrafatturazioni milionarie perpetrate per anni da personale dell’ente; sul piano dei rapporti con la collettività veronese, per il mancato collegamento con il mondo dei giovani, delle scuole, della formazione, delle istituzioni culturali».
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«Una gestione che ha badato a una mediocre ordinaria amministrazione senza quello slancio e quella visione ampia, aperta ed internazionale che una macchina dello spettacolo così straordinaria come Fondazione Arena meritava. Non si comprende come si pensi possibile, in questa situazione, accettare di assumere la direzione di Fondazione Arena con una risicata maggioranza, contro il volere del Sindaco e della maggioranza che governa la città, utilizzando un monumento di proprietà del Comune. Siamo anche convinti che il ministro Sangiuliano dovrà valutare con molta attenzione l’opportunità di ratificare una indicazione uscita da un confronto così debole e contraddittorio fra i soci. Il Coordinamento DTS, manifestando la più viva preoccupazione per le sorti del principale motore culturale e artistico cittadino esprime piena solidarietà alla determinata azione del Sindaco».
Tommasi: «Alleanza mi pare che si traduca in “carega”»
Caustico il commento del sindaco e presidente della Fondazione Damiano Tommasi sulle scelte delle parti politiche avverse.
Rossi (Verona Domani): «Chiara sconfitta politica per il sindaco Tommasi»
«Si può, senza paura di essere smentiti, parlare tranquillamente di una sconfitta di natura amministrativa, gestionale e politica da parte del sindaco Tommasi. Si riscontra l’evidente inesperienza abbinata alla mancanza di dialogo e lungimiranza da parte di questa amministrazione. Il primo cittadino avrebbe potuto seguire i consigli e le indicazioni del sottosegretario alla Cultura Mazzi, sicuramente più esperto e competente di lui in materia, invece, infischiandosene, ha esposto la sua maggioranza ad una cocente batosta. Invitiamo il sindaco a cambiare atteggiamento e farsi magari suggerire meglio dai suoi collaboratori e alleati, per il bene della città di Verona».
Il consigliere comunale di Verona Domani Paolo Rossi commenta così il voto del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Arena di Verona.

«Tommasi, è riuscito a spaccare e dividere il Consiglio di indirizzo, cosa mai avvenuta a Verona, mostrando, poca lungimiranza politica. Invece di cercare il dialogo, la mediazione con le altre forze politiche e le realtà che rappresentano la Fondazione, ha cercato lo scontro frontale, incaponendosi sulle proprie idee di nomi per la figura di Sovrintendente. Il sindaco avrebbe dovuto mediare, accettando la riconferma della Gasdia e nominare un direttore generale di sua fiducia per la parte amministrativa, facendo propri i consigli espressi pubblicamente da Gianmarco Mazzi, sottosegretario al ministero dei Beni Culturali, per anni in Fondazione Arena alla guida dell’extralirica. Una strategia, quella del sindaco, totalmente fallimentare. Come avvenuto già con il caso Agsm – conclude Rossi – assistiamo all’ennesimo flop di questa amministrazione di centrosinistra».
Bozza (Forza Italia): «Errore politico-strategico di Tommasi»
«La prova dei muscoli tra le parti ha fatto sì che la Fondazione si sia indebolita. Il sindaco ha compiuto un errore politico grave su Fondazione Arena, che si è spaccata e ora sarà più debole. Una crisi politico-istituzionale nata da forzature, Tommasi a quel punto avrebbe dovuto invece scegliere un percorso più condiviso e un metodo di concertazione con tutte le parti del consiglio d’indirizzo e con il ministero della Cultura per scegliere un sovrintendente di altissimo profilo e rafforzare la Fondazione. Se e quando non hai i numeri per fare da solo, e si era capito da tempo che Tommasi non li aveva, è sempre opportuno dialogare e non forzare la mano come invece ha fatto il sindaco. La clamorosa spaccatura di ieri non è un bene per l’ente lirico e per la città. Tommasi aveva la possibilità di rafforzare Fondazione, andando avanti testardamente per la sua strada invece l’ha indebolita».
A dirlo il consigliere regionale e comunale di Forza Italia Alberto Bozza, che pur dando la grossa fetta di responsabilità della spaccatura a Tommasi, sottolinea «che un atteggiamento più dialogante avrebbero dovuto mostrarlo anche altre componenti del consiglio d’indirizzo. Il bene della città dovrebbe essere sempre superiore a tutto e in questa storia ognuno invece mi sembra abbia badato più alle sue piccole o grandi guerre personali scegliendo il contesto più sbagliato».

«Ieri è stato certificato che Tommasi aveva in mente un suo nome come sovrintendente, ed è essendo sindaco e presidente di Fondazione è legittimo, mi chiedo allora perché ha tentato di aprire una manifestazione d’interesse, peraltro di soli cinque giorni, anziché proporre quel nome direttamente a ministero e consiglio d’indirizzo. Un modo di procedere confuso, contorto e nemmeno politicamente cristallino. Questo evidentemente ha contribuito a sviluppare delle frizioni già in essere, così si è arrivati alle tensioni della settimana scorsa e alla clamorosa spaccatura di ieri».
Pd: «Così non è accettabile»
«Circa 150 cause di lavoratori nei confronti della Fondazione Arena; una inchiesta per sovrafatturazione da cui si è sfilata senza disporre una indagine interna; bilanci non risanati ma soltanto tamponati grazie alle extra risorse stanziate dal governo di centrosinistra durante la Pandemia; imperdonabili scivoloni che hanno messo a rischio la reputazione dell’ente a livello internazionale. Questi sono i nodi che la Fondazione dovrà affrontare a breve e che richiedevano una discontinuità». È il commento di Franco Bonfante e Alessia Rotta, Segretari provinciale e cittadina Pd Verona, e Alberto Falezza, consigliere comunale Pd vicepresidente Commissione Cultura.

«Ma con il voto di ieri sera il centrodestra è rifuggito dal merito delle questioni per mettere una bandierina politica che ha finito per produrre una frattura inedita all’interno del Consiglio di Indirizzo di Fondazione Arena. Politicizzare il voto di istituzioni, enti e soci privati significa andare contro l’interesse della città, che merita di vedere rispettato il voto dei veronesi alle amministrative di giugno 2022 e della stessa Fondazione Arena, che merita un sovrintendente di alto profilo manageriale e caratura internazionale per affrontare le grandi sfide che Verona ha davanti, a partire dal Centenario passando per le Olimpiadi».
Traguardi: «I cittadini hanno scelto discontinuità»
«Le logiche della politica nazionale e il tornaconto personale hanno prevalso sugli interessi della città. Non può essere descritta in altro modo l’operazione che ha portato alla riconferma di Cecilia Gasdia come sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, peraltro l’unica tra i candidati a non aver presentato un piano strategico per il futuro dell’ente nei prossimi cinque anni» dicono dal movimento civico Traguardi.

«Sorprende la posizione dei componenti del Consiglio di indirizzo nominati da Governo e Regione, pronti a parlare di autonomia e di importanza degli enti locali quando fa loro comodo ma altrettanto pronti, sulle questioni cruciali, ad accomodamenti che tutto fanno fuorché l’interesse della città. Stupisce e preoccupa che abbiano scelto di percorrere questa stessa strada anche i soci privati, in particolare la Camera di Commercio che è espressione di centinaia di aziende radicate sul territorio che hanno come primo interesse non di fare contenta la clientela politica, ma di far funzionare bene un ente che può garantire loro delle prospettive di crescita».
«Dando per scontato che l’unica strada giusta per Fondazione Arena fosse quella della continuità, negando a priori problemi ed esigenze di cambiamento, hanno tolto a Verona l’opportunità di poter scegliere per la sua istituzione culturale più importante e rappresentativa i migliori talenti sulla piazza, in grado di rinnovarla e proiettarla verso uno scenario internazionale, valorizzando il talento dei lavoratori e il “marchio” Arena. È lo stesso metodo che ha prevalso anche nel recente passato nell’ambito di tanti altri settori e che costituisce unicamente il colpo di coda di un sistema autoconservativo nei confronti di un avversario politico».
«Ai componenti ostili del Cdi ricordiamo che i cittadini e le cittadine la scorsa estate hanno scelto la discontinuità, non per una questione puramente di bandiera ma per avere un metodo nuovo di gestione degli affari strategici di Verona. Per queste ragioni oggi non ha perso l’Amministrazione Tommasi, ma l’intera città».
Sindacati: «Gravissima la spaccatura del Consiglio di Indirizzo»
«La mancata condivisione registrata nel CdI sul nome del sovrintendente di Fondazione Arena di Verona è un fatto gravissimo che rischia di avere ripercussioni molto pesanti sulla centesima edizione del festival areniano e rischia di peggiorare le relazioni sindacali (che sono tutt’altro che buone)».
Questo il commento delle segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL, le quali «hanno sempre tenuto informato il Consiglio di Indirizzo su tutte le problematiche in FAV e la decisione di non tener conto delle posizioni di lavoratrici e lavoratori lascia molto amareggiati».
Confartigianato d’accordo con la conferma di Gasdia

«Accogliamo con favore la scelta di riconfermare Cecilia Gasdia alla guida della Sovrintendenza della Fondazione Arena – le parole di Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese –, semplicemente perché a far pendere la bilancia dalla sua parte sono i risultati ottenuti, da lei e dalla sua squadra».
«Nessuna valutazione politica, in questo senso, può vincere contro i fatti. Non abbiamo mai condiviso, in tutti gli ambiti amministrativi ed istituzionali, i ribaltoni e le rivoluzioni basate su scelte ideologiche. Il centenario areniano è alle porte e ne sono già state studiate le strategie organizzative, promozionali e di comunicazione, quindi la decisione di dare continuità al lavoro svolto è senz’altro saggia e apprezzabile. Buona continuazione di lavoro a Cecilia Gasdia e a tutta la Fondazione Arena».
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