Vincenzo D’Anna offende Valentina Pitzalis: «A qualcuno la moglie piace cotta»
di Redazione
Un post dell’ex senatore Vincenzo D’Anna ha suscitato una forte polemica sui social, dopo che ha ironizzato su una delle vittime più emblematiche della violenza di genere, Valentina Pitzalis. Il 74enne ex esponente del Popolo della Libertà, ora presidente dell’Ordine nazionale dei biologi, ha commentato con un’infelice battuta sotto un articolo del Corriere della Sera che parlava di Pitzalis, la cui vita è stata devastata da un tentato femminicidio nel 2011. «C’è a chi piace cruda e a chi cotta la moglie», ha scritto D’Anna, in un riferimento inquietante alla tragica vicenda di Pitzalis, sopravvissuta a un attacco da parte del suo ex marito, che le diede fuoco.
Il commento controverso e la difesa di D’Anna
Il commento, che faceva riferimento alla tragedia di Pitzalis, ha scatenato l’indignazione di molti utenti, tra cui la giornalista Selvaggia Lucarelli, che ha denunciato pubblicamente l’accaduto sui social. Dopo la reazione di protesta, D’Anna ha inizialmente cercato di giustificare il suo intervento, sostenendo che si trattava di una «risposta ironica» alla domanda che Pitzalis avrebbe potuto porre al suo ex marito, morto nell’incendio che lui stesso aveva provocato. «Era un commento sarcastico», ha dichiarato D’Anna, cercando di minimizzare l’accaduto con una spiegazione che non ha placato la rabbia di molti.
Nonostante la sua difesa, il post è stato rimosso poco dopo, ma D’Anna ha poi pubblicato un altro messaggio, più aggressivo, in cui si scusava parzialmente, affermando che il commento non fosse da intendersi come offensivo. Le sue scuse, però, sono state ritenute insufficienti da molti, considerato il contesto delicato in cui erano state pronunciate.
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Il controverso passato di Vincenzo D’Anna
Quello di D’Anna non è un episodio isolato. L’ex senatore ha alle spalle un lungo periodo di dichiarazioni controverse. Nel 2016, infatti, chiese che venisse revocata la scorta al giornalista Roberto Saviano, sotto minaccia di morte per le sue denunce alla mafia. L’anno successivo, D’Anna suscitò un’altra ondata di indignazione quando giustificò gli stupri, suggerendo che le donne dovessero essere «più caute». Questo suo storico di dichiarazioni infelici ha reso il suo ultimo commento ancora più grave agli occhi dell’opinione pubblica.
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La reazione della vittima e della società
Valentina Pitzalis, che ha affrontato non solo le cicatrici fisiche, ma anche una lunga battaglia contro la diffamazione da parte dei familiari del suo ex marito, ha trasformato la sua tragedia in un impegno per sensibilizzare contro la violenza di genere. In questi anni, ha partecipato a numerose campagne e eventi pubblici, diventando una voce di riferimento nel movimento contro la violenza sulle donne.
Il commento di D’Anna ha suscitato la reazione immediata di attivisti e organizzazioni femministe, che hanno condannato la mancanza di rispetto nei confronti delle vittime di femminicidio. Le scuse tardive e la difesa del suo comportamento come una «risposta sarcastica» non sono riuscite a calmare l’indignazione pubblica.
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