Il video inedito dell’arresto di Luigi Mangione riapre il caso Thompson

di Redazione

| 10/12/2025
Le immagini della bodycam mostrano il fermo nel McDonald’s in Pennsylvania: in aula emergono nuove prove e nuovi dubbi.

Il caso di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson, si arricchisce di nuovi elementi con la diffusione del video inedito che documenta l’arresto del 27enne. Le immagini, riprese il 9 dicembre 2024 dalla bodycam della polizia di Altoona, mostrano gli agenti entrare in un McDonald’s dopo una segnalazione al 911 e individuare Mangione seduto a un tavolo. Quando gli viene chiesto il nome, il giovane risponde con la falsa identità «Mark Rosario», mentre gli agenti proseguono con le verifiche.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Il filmato, lungo circa venti minuti, registra l’intero intervento, dalla comunicazione dei diritti alla perquisizione. È durante il controllo dello zaino che emerge un dettaglio ritenuto significativo: un caricatore pieno, elemento che secondo l’accusa avrebbe rafforzato i sospetti maturati dopo l’omicidio del 4 dicembre a Manhattan. Il video è stato mostrato in aula nel corso dell’udienza preliminare.

Il materiale visionato in tribunale comprende anche il contenuto dello zaino sequestrato a Mangione. Al suo interno c’erano una falsa carta d’identità, un’arma da fuoco, un silenziatore, migliaia di dollari e una serie di appunti. In una “lista di cose da fare” il 27enne annotava istruzioni per rendersi meno riconoscibile – come «sfoltire le sopracciglia» o «comprare scarpe meno appariscenti» – e indicazioni per muoversi inosservato durante la fuga. In altri fogli comparivano una mappa con possibili vie di fuga da Pittsburgh e una lista di oggetti utili, da un kit di sopravvivenza a una chiavetta USB.

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

La difesa sostiene che lo zaino non dovrebbe essere ammesso come prova perché la perquisizione sarebbe avvenuta «prima dell’ottenimento di un mandato» e senza che a Mangione fossero garantiti i suoi diritti. I pubblici ministeri respingono le contestazioni, mentre il giovane continua a dichiararsi non colpevole. Il processo, che nello Stato di New York prevede una possibile condanna fino a 25 anni e sul fronte federale espone alla richiesta di pena di morte, entrerà nelle prossime settimane in una fase decisiva.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!